Bicchierini al tarfufo nero estivo, ricotta e fichi

Oggi 25 Novembre e' la Giornata Internazionale Contro la Violenza alle Donne e visto che l'argomento e' forte e molto amaro dedico ad ogni donna un po' di dolcezza con questo bicchierino.
E’ un qualcosa di semplice ma molto sfizioso. Ma giusto se vi avanza un po' di tartufo nero e se proprio non sapete che farne potete pensare di investirlo in questo modo...e cosi vado dritta alla ricetta.

Bicchierini al tarfufo nero estivo


Ingredienti x 8 bicchierini

9-10 Fichi (Dipende dalle dimensioni)
250 gr circa Ricotta di pecora
200 ml Panna da montare
Grattata di cioccolata
Briciole di meringa
Tartufo Nero

Semplicemente ho spellato i fichi e ne ho fatto una purea con lo schiacciapatate messo in un piattino e subito in frigo.
Ho lavorato la ricotta ( a me piace quella di pecora perche ha piu’ sapore ma volendo potete usare anche quella di mucca) con un poco di zucchero a velo.. Montato la panna tutta con un po’ di zucchero a velo..
Dico un po’ di zucchero a velo perche’ non volevo avere l’impasto troppo dolce poi mi stuccava insieme ai fichi., quindi andate a gusto ma non abbondate..
Mischiate insieme ricotta e panna... mettete il composto in una sac a poche con una bocchetta .
A questo punto tutto e’ pronto per fare il bicchierino..Metterete sul fondo un cicchiaino di purea di fichi poi con la sac a poche mettete il ripieno a spirale. Una grattata di cioccolato, briciole di meringa e alla fine solo poco prima di mangiarli una bella grattatina di tartufo nero..

Alessandra.... Bon Appétit   !!!
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Romano per eccellenza.........Abbacchio Scottadito !

E' senz'altro difficile trovare parole adatte ad esaltare " l'Abbacchio" per quanto vale e merita. L'abbacchio Romanesco. Abbacchio da "abbacchiare", che sta per "abbattere", per macellazione. A Roma, scrive Chiappini nel suo Vocabolario romanesco , "si chiama abbacchio il figlio della pecora ancora lattante o da poco slattato; agnello il figlio della pecora presso a raggiungere un anno di eta' e già due volte tosato. A Roma la stagione degli abbacchi comincia in autunno e finisce in primavera ; quella degli agnelli dura tutta la primavera:comincia a Pasqua e finisce il 24 Giugno con San Giovanni. Durante il periodo estivo non si trovano ne abbacchi ne agnelli.
Quindi possiamo affermare tranquillamente che se non e' proprio il timone , l'abbacchio rappresenta l'albero di maestra del magnifico vascello che e' la cucina di Roma e del Lazio.l piatto e' di una semplicità' unica e gli ingredienti sono pochissimi: Costolette di Abbacchio
Olio (una volta si usava strutto liquefatto), sale e pepe cotte sulla brace e mangiate velocemente talmente calde che appunto ti scotti le dita!!
Pertanto do' la parola ad un poeta : Il romanesco Augusto Bellini

abbacchio scottadito













Braciolette d'abbacchio scottadeto


Agguanta le braciole de l'abbacchio
schiaccia la ciccia come 'na frittella
e attento all'osso, quello è na stampella
che se la stacchi sorte un bell'inguacchio.
Quanno che cià la forma d'un pennacchio
co' sale, pepe e ojo pe'mantella,
attizzi er foco de la carbonella
e si te scotti non sei bono a un cacchio.
Ce piazzi 'na graticola, e li sopra
ce svorti la braciola, ma stà attento,
l'ojo che smamma t'arovina l'opra!
Appena e' tutta d'oro in ogni parte,
dovresti divoralla sull'istante.
E' come si t'aggusti un'opra d'rte

Io ho usato il mio olio Novello 2009 Bassano Romano (Vt)


Alessandra........Bon Appetit !!!
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Muffin cannella, Mele e Miele

Questi mi piacciono da morire... veramente buoni buoni io li faccio così ma come sapete il bello del Muffin e' che puo' essere modificato a piacimento quindi a vostro gusto. Facili Facili da fare vanno benissimo per qualsiasi momento della giornata c'e' solo l'imbarazzo della scelta...
Questa è la ricetta originale tarata su di me e la foto sopra mostra il risultato.!!
Muffin Mele e Cannella

Moi ...J'adore Muffin Mele e Cannella
 
INGREDIENTI SECCHI
140 gr zucchero
250 gr farina autolievitante oppure 250 gr farina e 1 cucchiaino di lievito oppure mixi come faccio io nella ricetta precedente
1 cucchiaino di canella ( io abbondo)


INGREDIENTI UMIDI
85 gr burro sciolto
2 uova
200 ml Latte con mezza stecca di vaniglia
2 Mele tagliate a daddolata
Scaldare il forno a 200° e imburrare una teglia da muffin da 12 oppure preparare gli appositi stampini di carta.Mescolare assieme gli ingredienti umidi, dopodiché aggiungere agli ingredienti secchi, mescolando finchè saranno ben amalgamati, ma non eccessivamente altrimenti i muffins risulteranno duri.Versare l’impasto a cucchiaiate negli stampi e cuocere per 15-18 min. finchè non saranno ben dorati. Far raffreddare su una griglia e servire tiepidi.
Poi ieri li ho rifatti ed ho fatto una paio di variazioni che illustro con risultati qui sotto 


Muffin Mele, Cannella e Miele  Rivisitati

INGREDIENTI SECCHI
140 gr zucchero canna
250 gr farina autolievitante oppure 250 gr farina e 1 cucchiaino di lievito oppure mixi come faccio io nella ricetta precedente
1 cucchiaino di canella ( io abbondo)


INGREDIENTI UMIDI
85 gr burro sciolto
2 uova
200 ml Latte con mezza stecca di vaniglia
2 Mele tagliate a daddolata
1cucchiaio abbondante di miele
Grattatina di zenzero


Scaldare il forno a 200° e imburrare una teglia da muffin da 12 oppure preparare gli appositi stampini di carta.Mescolare assieme gli ingredienti umidi, dopodiché aggiungere agli ingredienti secchi,. La daddolata di mele invece e' stata messa in un pentolino e scaldata insieme ad uno bicchierino di Wisky (il rum era finito). Le ho fatte andare per due minuti il tempo per farle appassire poi le ho tolte dal fuoco. Ho aspettato che si freddassero e poi aggiunto per ultime all'impasto. Versare l’impasto a cucchiaiate negli stampi e cuocere per 15-18 min. finchè non saranno ben dorati. Far raffreddare su una griglia e servire tiepidi.


Questo e' il secondo risultato!



Moi ...J'adore Muffin Mele e Cannella alessandra ruggeri
Dedicherei se me lo permettete questi Muffin a Voi che venite a leggermi e a tutti quelli che mi sostengono..GRAZIE !!!!
Alessandra..... Bon Apetit !!!
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Pan de Hojaldre Pane Sfogliato

I giorni scorsi come si puo' intuire da alcuni post precedenti ci sono state le Simili a Roma e visto tutto quel lievito madre che continua a crescere nel mio frigo ho deciso di fare questo pane....
Pan de Hojaldre
Pan de Hojaldre  Pane Sfogliato

Ricetta Valeria e Margherita Simili
100gr farina
50gr acqua
4g lievito
Impastare e far lievitare fino al raddoppio, circa 2 ore.
Impasto
500gr farina
250gr acqua
20gr olio evo o strutto
20gr lievito di birra
10 gr. sale
30gr olio per sfogliare (si può usare anche lo strutto)
Fare la fontana, fondere al centro il lievito di birra con l'acqua, unire il lievitino spezzettato, un poco di farina poi il sale e l'olio. Amalgamare bene e finire l'impasto.
Dividere in die parti, fare due filoni e farli riposare coperti a campana per 10 minuti. Spianarli a circa 1/2 cm di spessore formando un rettangolo di circa 20x30. Con un pennello ungere d'olio e arrotolarli non stretti (altrimenti l'olio fuoriesce) partendo dal lato più corto.
Con un coltello a lama sottile molto tagliente incidere il filone con due tagli fino a raggiungere quasi la teglia. I due tagli devono lasciare al centro un breve tratto non tagliato. coprire e far lievitare fno al raddoppio (45-60 minuti
Cuocere in forno a 200° per 30-35 minuti.
Ho saltato il passaggio lievitino perche' ho usato 120gr di scarto di lievito madre.Sul resto ho seguito tutti i passaggi delle Simili ma senza mettere mai il Lievito di birra... di conseguenza i tempi di lievitazione cambiano completamente. Lievitano con piu' tempo !!
Pan de Hojaldre  Pane Sfogliato ricetta sorelle simili fatto da alessandra ruggeri
Con questa ricetta partecipo al contest Zucchero&Farina
Alessandra.....Bon Apetit !!!!
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1,4 kg di Lievito madre delle Simili

Ricetta  Lievito madre delle Sorelle Simili:

200 gr di farina
90 gr di acqua
1 cucchiaio di olio
1 cucchiaio di miele
Il risultato delle Simili !!!



Io sono partita avvantaggiata perche' le Simili a Roma me lo hanno dato già bello e fatto, pero' questo e' il risultato al mio secondo rinfresco.
Appena rinfrescato


Dopo 3 ore
lievito madre alessandra ruggeri
A presto mia creatura tra poco dirò anche ... Bon Apetit !!!
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Saltimbocca alla Romana

I Saltimbocca alla Romana, appartengono alla tradizione culinaria del Lazio piu' per l'esattezza della cucina Romana. Si tratta di un piatto semplice ma reso particolarmente gustoso sicuramente dal prosciuto e dalla salvia. Le origini del piatto sono dubbie ma giuro che a Roma si mangia e tanto: c`è chi l'attribuisce alla città di Brescia, ma il noto gastronomo italiano Pellegrino Artusi, che l`ha citata nei suoi testi fin dalla fine dell'800, sostiene di avere gustato questo piatto presso una rinomata ed antica trattoria romana.
Sono di facile esecuzione e possiamo praticamente considerarli un piatto dell'ultimo minuto.

Saltimbocca alla Romana

per 4 persone:
8 fettine di vitello
8/10 fettine di prosciutto crudo rigorosamente dolce
Olio evo o burro 100 g di burro
1/2 bicchiere di vino bianco
8 foglie di salvia
sale e pepe

Battete le fette di carne, salatele e pepatele e poi mettete su ognuna una fettina di prosciutto crudo e una fogliolina di salvia, piegatele a metà e fermatele con uno stecchino. Fate fondere il burro o scaldare l'olio in una padella e adagiatevi i saltimbocca, fateli rosolare un po' a fiamma viva, poi bagnate con il vino bianco, fate terminare la cottura e poi servite.

Servire con un buon bicchiere di vino bianco romano.. ma questa e' un'altra storia!!

Alessandra..... Bon Apetit !!!
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Alea iacta est



"Alea iacta est "locuzione latina che tradotta in lingua italiana come "Il dado è tratto."


Questa frase - divenuta celeberrima specialmente nella versione in italiano viene presa come motto e si cita quando si prende una decisione dalla quale non si può più recedere.È una frase attribuita da Svetonio nel suo DE vita Caesarum (Divus Iulius) a Giulio Cesare che l'avrebbe proferita dopo aver varcato, nella notte del 10 gennaio del 49a.c., il fiume Rubicone alla testa di un esercito, violando apertamente la legge che proibiva l'ingresso armato dentro i confini dell'Italia e dando il via alla seconda guerra civile.


Tale traduzione, pur generalmente divulgata in ogni contesto in Italia, in realtà è frutto di errori e non lascia intuire immediatamente il senso della locuzione; la traduzione corretta fedele alla lingua latina sarebbe " Il dado è stato lanciato", che indica una decisione ormai irrevocabile, il fatto che "Quel che è fatto è fatto" e spetta solo alla sorte compiere il proprio corso.


Certamente vi starete chiedendo che c'entra. Il discorso e' che ci ho pensato molto su una cosa ed alla fine ho deciso di pubblicare un'etichetta speciale di cucina" Chi magna da solo se strozza" dedicata proprio alla mia regione il Lazio e più' precisamente Roma.Giustamente in tema di Romani e visto che la decisione e' stata presa ed il dado lanciato niente di più azzeccato di fare una premessa in stile Romano o forse meglio in Latino.
Sara' un po' di campanilismo, sarà' perché' vedo che certe volte si vuole cambiare un po' il corso delle cose 
Beh.. a volte si puo' ( aaahh....se esistesse la macchina del tempo !!) ma nella cucina lo reputo difficile.Per carita' tutto e' "trasformabile e cambiabile", ma non e' piu' semplicemente l'originale, e' diverso sicuramente buono ma non e' l'originale.E cosi da oggi spero di allietarvi con i piatti tipici della tradizione Romana ed Ebraica.



Alessandra.... Bon Apetit !!!
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Kozunacheni Uccelli

 

Carini vero?!?! Li aveva poi postati la Paola L. sul Forum di C.I. . quando io li ho fatti non era il periodo Pasquale ( periodo ideale per queste produzioni) ma che importa erano deliziosi in ogni caso. Li ho utilizzati come se fossero delle brioche e quindi li ho spaccati e messo in mezzo del gelato. Puo' essere un'idea per una festiocciola per ragazzi. Si possono preparare anche 1-2 giorni prima e poi mantenuti in un sacchetto per non farli indurire.Sotto c'e la ricetta. Non mi sono impazzita ma visto che il sito e' straniero ho tradotto la ricetta cosi com'e' e ora la pubblico: volevo metterla meglio in italiano, ma non so' perché', mi sembrava di levargli qualcosa forse quel tocco di originalita'. Questo per dire che la traduzione non e' perfetta ma e' talmente semplice la ricetta che si va ad intuito. Quindi se decidete di divertirvi vi invito a leggere sotto ma anche a produrre!!

Kozunacheni Uccelli

Ho usato la pasta abbastanza comunemente kozunacheno:
3 bis, 8-9BR.:
330 grammi di farina,
50 grammi di zucchero,
30-40 grammi di burro morbido,
15-20 grammi di lievito fresco,
125 ml latte,
pizzico di sale
tuorlo d'uovo con qualche goccia di latte da spalmare.


Per occhi di ptichetata può godere di noci, pepe, chiodi di garofano e uva passa.
Il lievito è offuscata nel latte fresco, leggermente tiepido . Farina viene setacciata, lo fa bene, si versa lo zucchero, un pizzico di sale, burro morbido (a temperatura ambiente, tagliato in pezzi) e lavorate la pasta, che viene lasciata coperta per mezz'ora. . Poi lacrima di palline di pasta del peso di circa 70 grammi., Laminati su fitilcheta e cravatta ognuno: da una parte è a forma di becco e gli occhi, l'altra è di 4,5 luce rendono il taglio e la coda a forma di uccello.Rivestite con redyat tuorlo d'uovo in cucina vassoio coperto di carta di Pentecoste e cuocere una media alla griglia, 200-220 ° C fino al momento. Raffreddare su una griglia.

Kozunacheni

Alessandra... Bon Apetit !!!
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Aspettando le sorelle Simini : Torta Angelica!

C’e’ poco da dire sono pronta!! Ho scaldato i motori , mi svegliero’ presto, di corsa sotto la doccia caffettino pezzo di torta allo zenzero, indossero’ vestiti comodi e scarpe ancora di piu’ .. Dovro’ stare in piedi per un po’!! e poi via prendero’ il Modeone e andro’ abbastanza presto in quel di Prati mi serve un po’ di tempo per arrivare e trovare un parking e non ho intenzione di pagare un “fottio” per il parcheggio.. So già che arriverò tutta trafelata, salutero’ tutte le mie amiche del Forum di Cucina Italiana e poi via si iniziera’ tra sorrisi saluti presentazione e tante alte cose prenderea’ il via del corso che ho aspettato per 1 anno.
Spero vada bene... Saremo in 13 di CI ed in totale aime’ 30 persone.. e vabbe speriamo che le Simili siano forti anzi gia’ so’ che lo saranno..
In virtu’ di cio' omaggio questa mia realizzazione ... ma con la loro ricetta.

Angelica
da “Pane e Roba Dolce” Sorelle Simili

Torta Angelica ripeina di uvetta


Lievitino
Gr 135 di farina di forza
Gr 13 di lievito di birra
Gr 75 di acqua

Amalgamare tutti gli ingredienti e lasciare lievitare per 30 minuti.
 

Impasto
Gr 400 di farina di forza
Gr 75 di zucchero
Gr 120 di latte tiepido
3 tuorli d’uovo
1 cucchiaino di sale
gr 120 di burro per la glassa
4 cucchiai di zucchero a velo
1 chiara d’uovo
e inoltre
gr 75 di uva sultanina
gr 75 di scorza d’arancio candita
gr 50 di burro fuso

In una ciotola mettere la farina, fare la fontana , mettere al centro il latte tiepido, i tuorli, il sale e amalgamare con un poco di farina.
Unire il burro e finire l’impasto battendo fino a quando si staccherà dalle pareti della ciotola.
Rovesciare sul tavolo, unire il lievitino e battere finché i 2 impasti saranno ben amalgamati.
Rimettere nella ciotola unta e lievitare 1 ora finché sarà raddoppiata.
Rovesciarla sul tavolo infarinato e stenderla formando un rettangolo di 2-3 mm di spessore, senza lavorarla.
Pennellare abbondantemente con il burro fuso, cospargere con l’uva sultanina, precedentemente ammollata e asciugata , e di scorza di arancio candita e tritata.
Arrotolare il lato più lungo. Tagliare questo rotolo a metà per il lungo con un coltello affilato e sottile, infarinandolo ogni tanto.
Separare delicatamente i 2 pezzi, girarlo tenendo il lato tagliato verso di voi e formare una treccia facendo in modo che la parte tagliata rimanga il più possibile all’esterno.
Mettere su una teglia da forno e chiudere a ciambella.
 Pennellare con burro fuso e far lievitare 30-40 minuti coperta a campana (deve quasi raddoppiare).Cuocere in forno a 200° C per 20-25 minuti . Nel frattempo diluire i 4 cucchiai di zucchero a velo con chiara d’uovo fino ad avere una glassa semi densa.
Appena l’angelica esce dal forno, pennellarla con la glassa e lasciarla asciugare. Volendo si può mettere ad asciugare in forno per 30 secondi


Torta Angelica ripeina di uvetta
Alessandra....Bon Apetit !!!!
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Pane al latte

pane al latte
Lo so' oggi era la giornata in cui dovevamo fare la Crostata di Mele e Mandorle di Adriano Continisio, ma ero gia' partita per festeggiare la mia settimana di blog con Torta allo Zenzero pero' mi sembrava comunque doveroso rendere solidarieta' ad Adriano.

Pertanto ho semplicemente riproposto una sua ricetta nella mia piccolissima cucina.

Pane al Latte di Adriano Continisio

farina w 280 – 300
1kg latte intero 650 – 680gr
burro 60gr
strutto 20gr
zucchero 30gr
lievito 10gr
sale 20gr
malto 1 cucchiaino da caffè
latte per pennellare
semi di sesamo

Mescoliamo 500gr di latte tiepido con il malto, il lievito e 500gr di farina.Quando avrà raddoppiato il volume (ca. 90’) uniamo il resto del latte, metà della farina rimanente ed avviamo la macchina, con il gancio, a vel. 1.Aggiungiamo il sale e, dopo poco, quasi tutta la farina rimanente. Quando si sarà staccato dalla ciotola, ma non ancora incordato, uniamo il burro non troppo morbido, lo strutto e lo zucchero. Quando sarà bene assorbito, uniamo l'ultimo spolvero di farina, aumentiamo la velocità a 1,5 ed impastiamo per una decina di minuti, fino ad incordare.

Copriamo e trasferiamo a 28°.Quando avrà raddoppiato (ca. 90’), rovesciamo sul piano infarinato, diamo le pieghe del secondo tipo e copriamo a campana. Dopo 60’ spezziamo in pezzi da 100gr ed avvolgiamo a sfera o a filoncino, evitando possibilmente di utilizzare farina.

Mettiamo nelle teglie, copriamo con pellicola e poniamo a 28’.A ¾ di lievitazione pennelliamo con latte e ricopriamo. A lievitazione completata, pennelliamo ancora con il latte, spolveriamo le forme tonde con il sesamo, lasciamo riposare 2 – 3’ senza coprire ed inforniamo a 180° per 18’.

IO personalmente ho dimezzato le dosi ed ho ottenuto questo Pane al Latte.

pane al latte


E domani per colazione pane e marmellata... Bon Apetit !!
Alessandra
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Festeggiamo con Torta allo Zenzero

 torta allo zenzero
E' appena passata una settimana da quando ho avuto questa "ideona" di aprire il blog e mi sembrava doveroso festeggiare questo primo complesettimana e quindi mi sono detta : "ma una bella tortina semplice semplice ma buona buona nohh!!"
E allora via in cucina a giocare con fornelli, pentole e tegami. Avevo gia' adocchiato una ricetta che mi piaceva un sacco su CI di Novembre e ve la ripropongo con solo una piccolissima variante.


Torta di Zenzero


150gr albicocche secche
350gr di mele 120gr burro
120gr zucchero a velo
120gr farina
50gr fecola di patate
15gr zenzero
4 uova
1 limone
sale
mie variazioni semplice insomma quel tocco di Ale : cannella e noce moscata

Ammollate le albicocche per 12 ore strizzatele e tagliatele a dadini; unirvi le mele sbucciate e tagliate a dadini, lo zenzero grattugiato la scorza grattugiata di un limone intero e il succo di mezzo limone.
Montate il burro con lo zucchero a velo per 15minuti. Io ho avuto problemi con l'attrezzo elettrico quindi a mano e non per 15' ma per un po' . Aggiungere poi le due uova intere e poi i 2 tuorli. Montate ancora un po' e poi lentamente unite la farina e la fecola setacciate.
A questo punto io ho aggiunto il mio tocco o la mia fissa Cannella e Noce moscata. Non c'e' dose io ne ho messo un po' a gusto mio..
Imburrate e infarinate lo stampo , versarvi dentro il composto e sopra distribuite la frutta.

Non fate come dice la ricetta di spolverare di zucchero a velo ora la torta altrimenti diventa un po' bruciacchiata ( vedi foto)  anzi vi consiglio di metterlo praticamente negli ultimi minuti di cottura.


Infornare a 180° per 35minuti e poi "navigate a vista" ;)
Buonissima per la festeggiare quello che volete voi io la mia prima settimana di blog !!!!

torta allo zenzero


P.S. mi e' scapatto di poco il calore sopra, ma e' sempre buonissima anzi ....   Alessandra  !!!
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Bruschetta di pomodorini secchi e bufala e vellata di zucca con stracciata di bufala

Se ne dicono tante.. Spesso viene utilizzato come termine per indicare che uno dice una fesseria appunto una bufala e molte volte e' vero... Ma oggi noi parliamo della vera Bufala sua Maesta' la MOZZARELLA DI BUFALA DOP .

Contenuti per 100 gr:
proteine 19%
grasso 21%
vitamina A 0,15 mg
0.003 mg di vitamina B
vitamina B1 mg 0,3
510 mg di calcio
380 mg di fosforo
0,4 mg di sodio
ferro mg 0,7.
calorie 270 Kcal


 Ladys and Gentleman dite che ingrassa ??
Mah.!!!!... IO di fronte a tanta bonta' francamente " Me ne frego !!!" e me la mangio piu' che volentieri e dato che ultimamente ho fatto un giro su Napoli per lavoro mi sono fermata al mio solito " Pusher" che oramai frequento 10 da anni. Il posto e' sulla strada di Marcianise all'uscita di Caserta Sud.. e nella mia rubrica telefonica e' salvato come "Mozzarellaro cell" . Lo puoi' chiamare la mattina e volendo lui ti fa le trecce quelle grandi da 1-2 kg se vuoi e ritiri il pomeriggio. Cosi visto che stavo da quelle parti ne ho approfittato ;) e comprato solo due..

mozzarella di bufala alessandra ruggeriInnanzi tutto un consiglio: quando le comprate in genere sono a temperatura ambiente diciamo quasi fredde. Lasciatele dentro il loro sacchetto con la loro acqua . Prendete una ciotola che possa contenere il sacchetto e riempitelo di acqua calda..Non deve essere bollente ma tiepida. Immergete il sacchetto con le mozzarelle e lasciatele dentro per un 3 minuti. Questa semplice operazione permette alla mozzarella di ridiventare non dico calda ma piu' morbida e la fa' riprendere molto di gusto..
Io le ho anche mangiate cosi:

Bruschetta Pomodori secchi, Bufala e Cocunci


bruschetta pomodorini secchi e mozzarella di bufala e olio evo

Pane, Pomodori secchi sott'olio, Mozzarella di bufala, Cocunci, olio evo .
Se spiego la ricetta qualcuno mi tira il mattarello appresso quindi la foto basta e avanza!!!

 Vellutata di Zucca e Patate Viola con stracciata di Bufala

Vellutata di zucca papate viola con stracciata di bufala


Zucca , Patata Viola ( ho ancora 4 kg da smaltire!!) Mozzarella Bufala Pepe in grani Olio Evo

Per la vellutata ho semplicemente messo in pentola olio evo con una spicchio d'aglio in camicia ho fatto soffriggere poi ho aggiunti la zucca e lasciato andare per 5 minuti poi la patata tagliata a pezzetti che ho lasciato andare per altri 2 minuti e poi aggiunto acqua a coprire la zucca e la patata. Una volta cotta ho salato e frullato con il frullatore ad immersione.
Ho passato la vellutata con il passino dentro una ciotola e sopra ho semplicemente stracciato la bufala. Pepe ed un filo d'olio .
A piacere si possono mettere dei pezzetti di pane bruscato..

Alessandra. !!!
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Appunti di Cioccolato di Maurizio Santin

E' giunto il tempo di scrivere riguardo il corso fatto settimana scorsa alla Scuola della Città del Gusto di Roma- Corso " I dolci al cioccolato" Chef Maurizio Santin.
In realtà' c'e' tanto da scrivere ma ho deciso al contrario si non scrivere molto. Lascerò' poche mie personali battute.
Il corso e' iniziato direi molto bene. Registrazione in segreteria perfetta come perfetto anche il grembiule del Gambero.. peccato che sia blu... io lo volevo nero chissà' perché'!!
Comunque il corso si svolgeva in due giornate mercoledì e giovedì.
Le due serate devo dire sono state meravigliose.. Lo Chef, meglio conosciuto come Maurizio Santin tutti al corso chiamavamo Maurizio tranne una ragazza che gli diceva sempre " Mi scusi.. !!" dandogli del vecchio automaticamente, e' stato brillante e molto simpatico e oserei dire preparato sull'argomento cioccolato ;).
Il corso e' iniziato dandoci anche delle nozioni sul cioccolato sul criollo, trinitario e forastero e bla bla tostatura e bla bla la pressione il burro di cacao e cosi via verso la preparazione delle basi un assaggio e poi creazione del dolce.

Questi i dolci:
GANACHE SPUMOSA, CREMOSO AL CIOCCOLATO, CAPPUCCINO GOLOSO PROFUMATO AL CARDAMOMO,TIRAMISU' DESTRUTTURATO, GANACHE MONTATA, BASE PER MOUSSE DI CIOCCOLATO CREMOSE, PER MOUSSE DI CIOCCOLATO E PANNA, PER MOUSSE DI CIOCCOLATO SPUMOSA, GATEAU DI CIOCCOLATO AL CAFFÈ COLANTE, TAHITI, TORTA SACHER RIVISITATA ALL'ORIENTALE..































Maurizio troppo divertente la prima sera, un po' incimurrito, ma sempre pronto a fare battute a prendere in giro, disponibile a ripetere 3-4 volte le cose.
A turno siamo stati chiamati a fare qualcosa con lui .
La seconda sera sempre incimurrito pero' a me sembrava un po' cagnaccio.
Ma il vero "Cagnaccio SANTIN" e' uscito fuori quando siamo andati a chiudere la torta Tahiti.
Voi direte :" E che sarà' successo?? " Niente prende la torta la guarda e dice :" C'e' qualcosa che non va'.. poi riguarda la torta e dice :" non va'...ha preso acqua.. boh.."
Vabbe' per farla breve alla fine dice " ...Hanno sbagliato le pesate... " e da questo momento in poi il silenzio e' sceso dentro la cucina e lui con una vocina oserei dire molto tenera ( ahahah e' una battuta ha urlato!!) dice " ..ma chi ha.... fatto le pesate ???!!"
Insomma i ragazzi che aiutavano Maurizio , come dire, hanno sbagliato i pesi per fare la ganache montata che si e' smontata :D e quindi alla fine torta sbagliata.!!!
Potete capire la mia delusione.. Io che mi ero sognata la Thaiti per 2 giorni e non vedere realizzato il mio sogno di mangarla.... :(
Potete immaginare la faccia di Santin.??? Nooo? Beh.. Ho fatto una foto mentre voleva recuperare e una foto alla torta non riuscita...








































































Alessandra
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Vinca il piu goloso !!!!

Visto che Golosamente ha comunicato che domani comincia a leggere le ricette posso anche dire "IO c'ero !!!".
Eh si..Ho partecipato praticamente al limite e tutti direte: " E perchè??"
Perche' ho partecipato o perche' al limite??
Per la prima perchè mi piace avere un'obiettivo, un ostacolo ed in questo caso direi che il cervello si deve mettere in moto.. e allora dai che frulla da una parte e dall'altra escono fuori idee che poi realizzi o no.. ma insomma un concorso e' sempre uno stimolo.. Ti metti alla prova prima di tutto con te poi con altri.. Ma io sugli altri non ho problemi perche' tanto sono piu' bravi di me ; essenzialmente lo faccio sempre per me !!
Perche' ho risposto al limite perche' ero incasinata tra corsi di cioccolato con Santin, ma questo e' un altro post , e in giro per Roma alla ricerca di ristoranti per meta' Novembre e anche questo e' un'altro post, e alla fine sono arrivata tardi ... ma posso dire " L'importante e' partecipare!! 

BIANCO CREMA , PREMUTA DI CACHI  e GANACHE PICCANTE


BIANCO CREMA , PREMUTA DI CACHI  e GANACHE PICCANTE


La Ganache montata al peperoncino

 
230 gr di panna liquida fresca
25 gr di glucosio
25 zucchero invertito
180 gr cioccolato fondente 70% 
4 peperoncini
450 gr di panna liquida.

Bollire i 230gr di panna con glucosio e zucchero invertito. Fondere a parte il cioccolto a bagnomaria e poi versare la panna calda nel cioccolato fuso mescolando con una spatola. Versare l’ulteriore panna e mescolare rendendo il composto liscio e che dovra’ riposare in frigo tutta la notte. Prima di mettere il composto a riposare in frigo aprire, spezzettare e mescolare con cura i peperoncini e lasciarli in infusione per circa 1 ora. Attenzione a questa fase il composto va assaggiato per sentire quanto prende di piccante quindi filtrare e riporre di nuovo in frigo per tutta la notte.
In giorno successivo va montata nella planetaria, versarla nella sac a poche e poi mettereimpiantata nel cucchiaino. 




Bianco Crema con Tartufo e premuta di Cachi


250 gr circa Ricotta di pecora
200 ml Panna da montare
3 cucchiaini di zucchero a velo
Tartufo nero
3/ 4 Cachi
Semplicemente ho spellato i cachi e li premuti nello sciacciapatate creando una purea.
Ho lavorato la ricotta.
A me piace quella di pecora perche ha piu’ sapore ma volendo potete usare anche quella di mucca con un lo zucchero a velo e grattato il tartufo nero (circa 20gr scusate ho fatto ad occhio e gusto !!) Montate la panna.
Mescolate insieme il composto di ricotta con la panna... mettete il tutto in una sac a poche con una bocchetta. A questo punto ho fatto la forma di una cupoletta e sopra ho versato la premuta di Cachi.

Impiantamento: Mettete il bianco crema a forma di cupoletta nel piatto e versateci sopra la premuta di cachi. Di lato adagerete il cucchiaio con la ganache al peperoncino e due biscottini di frolla anche se io ne ho fatto volentieri a meno. Servire immediatamente altrimenti la panna.......

Sapore e accostamenti particolari tutti da provare..... Alessandra !!!
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La prima volta non si scorda mai...

Alessandra ruggeri

Può' sembrare il titolo di un film o farci fare un tuffo nel passato al nostro primo amore. E forse in effetti può' essere anche questo. In realtà la nostra prima volta e' tutto: la prima volta che camminiamo, la prima volta che corriamo, quando la mamma ti lascia sola a casa, quando esci con le mie amiche e la mitica prima volta del bacio.
Ma a volte le prime volte sono anche su situazione che li per li, non gli diamo il giusto peso ma poi riemergono e continuano ad essere li come se fosse sempre la "tua prima volta".. e sta sempre li come per me quando ho provato a fare un dolce .. un disastro.
La mia prima volta a cucinare risale a tanti tanti anni fa':avevo 9 anni e mi piaceva da sempre stare attaccata alle gonne di mia nonna Chiarina e sempre con lei in cucina mentre preparava qualcosa di buono una volta la crostata , il mitico ciambellone, la pasta fatta in casa ed tanto altro. Forse questo stare attaccata a lei a guardare mentre si metteva li ad impastare qualcosa e che mentre cucinava ti parlava raccontava la sua storia beh, forse quella li e' stata la mia prima volta in cui ho deciso realmente che il cibo, la cucina, il bere, il mangiare e tutto le cose annesse avrebbero fatto parte di me per sempre.
E cosi come dicevo sempre attaccata a queste gonnelle ho iniziato lentamente a trafficare in cucina... In tutto questo l'artefice anche di ciò' e' stata anche mia zia Carla che un giorno mi regalò il mio "Dolce Forno" : per noi ragazze del 1968 che negli anni '70 giocavano con quello c'era per me fu l'inizio dei miei primi pastrocchi in cucina.
Ma se ci penso bene perché' mia zia mi ha regalato il Dolce Forno ??? Perché' a me e non a mia sorella? Era evidente che già' davo segni di voglia di cucinare o chissà' che... comunque ho iniziato a giocare a divertirmi peccato che a me i dolci riuscivano e quindi restavano sempre incastrati dentro la struttura del Dolce Forno.
Per questo fu per me un disastro....e per fortuna perché' dal Dolce Forno sono passata direttamente al forno di casa mia.
Devo dire che non ho mai avuto problemi in cucina e che già da piccola ero un piccola donna: molto brava, attenta ma allo stesso tempo una testa calda, esuberante ma non ricordo di aver incendiato e cosi ho iniziato con dolci poi salati e tanto altro sino ad arrivare alle soglia dei 40 che dici. " Eh mo'!che se fa'??!!!"
E cosi tra una cosa e un'altra decidi di fare un altro passo ci pensi su dici "No No dà matti.. " ma poi lo fai ed e' la tua prima volta : Apri un blog !!!
Ma chi me lo fa fare non lo so', io sono solo una cuoca per caso perché mia nonna mi ha insegnato un po' di cose, perché' la zia ha investito su di me con il Dolce Forno ma da qui ad un Blog! E che racconto?. Nulla racconto me stessa le mie sensazioni, i miei amori, la mia passione la mia grande passione che vorrei fosse un punto d'arrivo dei miei viaggi passati e futuri e pubblicherò' quello che cucino quello che mi piace e anche quello che non mi piace...Si ma quando? Quando avrò' voglia tempo da dedicargli.Per me non e' un mestiere ma un gradevole passatempo da trascorrere tra il mio attuale lavoro di vendite che mi porta ad avere una valigia sempre mezza pronta e il tempo seppur misero che dedico alla palestra per non diventare un palloncino. E quindi per chi avrà' la pazienza la voglia di aspettare, la voglia di leggere anche sciocchezze e forse semplicemnte a volte due righe e dire " MAVALA' questo lo so fare anche'io!!" per tutte queste persone questa e' ...

Alessandra............. Cuoca.... a Tempo Perso.
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pipdig