Riso e ceci e una bella passeggiata in centro.

Visto il periodo non possiamo fare  a  meno di scendere al centro come gli zampognari, anche se in realta' ero andata al centro per altre ragioni , visto che oggi e'  stata Terra Madre Day di  Slow Food e cosi sono andata a salutare amici e produttori SlowFood.
E visto che praticamente non ho mangiato nulla per pranzo , a cena ho voluto dedicarmi una bella minestra che con questo freddo non stanca mai.
In questo caso un classico per me ma di una semplicita' nel farlo che lo consiglio a tutti.
In genere a casa mia le minestre  e zuppe sono sempre un piatto onnipresente in tavola e devo dire meno male,.
Una grande alternanza di legumi a volte con pasta a volte con riso e cosi quest'oggi anzi stasera si va di ceci : e visto che facendo delle analisi ho scoperto che ho un leggero colesterolo ( della serie non facciamoci mancare nulla)  le proprietà del cece sono infinite tra cui anche quella di non contenere colesterolo.
Inoltre forse non tutti sanno che i ceci per una diceria popolare sono qualcosa di scomodo: da qui nasce la famosa frase " in ginocchio sui ceci" ed infatti svariati decenni fa i maestri elementari erano soliti punire gli alunni piu' indisciplinati mettendoli in ginocchio sui ceci.

Riso e Ceci


Ceci
Riso Baldo
Aglio
sale e olio evo
Non daro' nessun quantitativo anche perche'  sarebbe un insulto a voi vista la semplicita'
Partite con ammollare i ceci la notte prima e poi il giorno successivo cuocerli in abbondante acqua con un pizzico di sale.
Quando cotti mettete una bella tazza di ceci in una casseruola con olio e uno spicchio d'aglio.
Fateli insaporire per qualche minuto aggiungete anche del rosmarino e poi allungate con acqua di cottura o se preferite aggiungete del brodo vegetale.
Fate cuocere per 10 minuti e poi con un pimer ad immersione frullate la metà dei ceci in maniera da ottenere
un composto appena cremoso con i ceci interi .
Aggiustate di sale ed a questo punto buttate il riso.
Le solite proporzioni 2 pugnetti a persona, ma poi dipende se la volete piu' o meno brodosa.
Cuocete il riso e se si addensa troppo i soliti mestoli di acqua di cottura dei ceci o brodo vegetale.
Lasciare riposare la minestra qualche minuto prima di servire e quindi mi raccomando non scuocetelo.
Mettere nel piatto con un filo di olio evo e una macinata di pepe nero.
I ceci sono legumi antichi, gia noti ai tempi degli antichi egizi, dove erano considerati cibi per poveri e infatti solo dagli schivi consumati. Gli antichi romani li apprezzavano molto, soprattutto fritti in olio di oliva, pratica rimasta anche ai giorni nostri, soprattutto in alcune zone del meridione e che tra poco proveremo ma questo e' un'altro post.

 Alessandra...........Bon Appétit !!
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Arance Condite....... che goduria!

Insalata di arance cipolle e olive


Piu' che una ricetta io la chiamo una delizia o una sciccheria perfetta per 3000 occasioni.
Si passa dal piu' semplice e ruspante al piu' raffinato tutto sta a come le farete.
Non si puo' chiamare ricetta perché giustamente cosa vi dovrei dire ? Credo sia già chiaro come e' fatto il tutto.
La cosa importante sono gli ingredienti: se prendete  quelli giusti di stagione il gioco e' fatto in poche piccole mosse.

ARANCE CONDITE
Il piatto da sempre fatto a casa mia, ma so anche in regioni come la Sicilia.
Spesso e' volentieri quando a casa mia c'era poco o magari non si aveva voglia del solito contorno mamma o nonna preparavano due arance condite: il tempo di pulirle dalla buccia spaccarli e metterli nel piatto  in men che non si dica usciva sempre fuori un piatto gustosissimo da mangiare con pane bello croccante.
Le variazioni e varianti sul tema sono infinite a partire dalle olive , alla cipolla, con o senza il finocchio, alla pelatura dell'arancio.
Certo e' che il piatto e' veramente un tripudio di sapori.
In ogni caso come nel mio,  l'operazione e' partita dal pulire in maniera semplice l'arancio, al tagliarlo a rondelle, e sulla scia delle rondelle ho anche tagliato la cipolla rossa e le olive in questo caso taggiasche,
Molti usano le olive nere al posto delle taggiasche. mentre nel  viterbese usano anche il finocchietto selvatico che decisamente gli uno sprint in piu'.
Poi le potete mettere dentro una ciotolina come il mio caso oppure su un piattino e magari metterci solo la barbetta del finocchio... Uffa altra variante.
Insomma fatele come vi pare ma non esitate a metterci un buon olio evo novello  perfetto in questa stagione.



Una tra le variazioni decisamente piu' belle e' quella del colore delle arance: usate sia quelle color arancio che quelle color rosse dette anche "sanguinella ".

Alessandra..................Bon Appétit !!
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Maccheroni Martelli con Broccolo Romano

Conoscete la pasta Martelli??
La  pasta artigianale Martelli , gli "Spaghetti", le "Penne classiche®", gli "Spaghettini" e i "Maccheroni di Toscana®" è ottenuta impastando lentamente le migliori semole di grano duro con acqua fredda, mediante la trafilatura in bronzo, che la rende ruvida e, successivamente essiccata a "bassa temperatura tradizionale", 33-36° C. per circa 50 ore.
Il risultato è una pasta gustosa e di buona porosità che permette di assorbire bene i condimenti.
Ho conosciuto questo pastificio circa 2 anni fa ed in particolare i maccheroni  mi sono piaciuti cosi tanto che durante questo periodo ho continuato a comprare sempre e solo questo formato ignorando gli altri.
significa che avro' una anzi tamte altre buone occasioni per provarle.
Cosi proprio l'altro giorno ho fatto un piattino classico della cucina romana, utilizzando maccheroni ma anche il broccolo romano.
Il broccolo romanesco, è un ortaggio che fa parte della famiglia dei cavoli caratterizzato da una forma molto particolare a piramide composto da cimette di forma molto carina nella loro perfetta regolarità. Ha un colore verde chiaro brillante e  molto bello da vedersi
Il broccolo romano  ha un  sapore dolce e delicato e si mangia  parte dello stelo e le infiorescenze.
Molto famosa a Roma e' la minestra Broccolo e Arzilla, ma in questo caso io ho la mia versione per la pasta asciutta.
Alla minestra ci pensiamo un'altra volta mentre ora vi propongo una piatto veloce ma molto gustoso da fare e soprattutto da mangiare.

Maccheroni con Broccolo Romano
per 2 persone

150 gr Maccheroni Martelli
400 gr Broccolo Romano
Olio Evo
Sale
Pepe
Peperoncino
Aglio 
Pecorino Romano Brunelli
2 acciughe


Partite con  il tagliare per bene il broccolo con lo spilucchino tagliando  le singole cimette e facendole tutte della stessa dimensione. Lavatelo abbandantemente con acqua e poi fatele cuocere in acqua bollente e salata per circa 6 minuti.

Quando sono cotte buttatele in padella dove avrete messo lo spicchio di aglio in camicia con le due acciughe.
Fatele cuocere lentamente e se vi risultano dure aggiungete un paio di mestoli di acqua nel quale state facendo cuocere la vostra pasta.
Con uno schiacciapatate schiacciate grossolanamente alcune cimette del broccolo ma non tutte.
Nel frattempo cuocete la pasta e quando sara' cotta ma al dente scolatela e ripassatela in padella con i broccoli.
Se dovesse essere  necessario tenete da parte  un paio di mestoli di acqua di cottura che aggiungerete a bisogno.
Spegnete il fuoco sotto la padella e aggiungete il pecorino grattugiato. saltate velocemnte .
Impiantate e via sopra  pepe nero macinato e peperoncino in quantita' a piacere.



Alessandra..............Bon Appétit !!!

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Mercatino di Natale della Bottega di Ely

E' arrivato Natale e se ancora non sapete cosa regalare e se siete di Roma vi consiglio di fare un salto ad un mercatino anzi il primo mercatino a cui partecipa Ely mia sorella.
IO saro' presente a dare una mano  e quindi vi aspettiamo   

Domenica prossima 1 dicembre dalle ore 10.00 
  al 
Christmas Village di Sole e Luna - Mercatino dell’Arte e dell’Ingegno
in 
Via Ardeatina, 834, 00178 Roma
e qui alcune foto per un'anteprima dei prodotti in ceramiche e fettuccia....














Vi aspetto..........................................  Alessandra
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Primi Freddi : Riso e Indivia

Riso e Indivia  alessandra ruggeri

Ci Siamo.!!!
Abbiamo aspettato tanto ma alla fine e' arrivata anche la tramontana ed i primi freddi.
Eh si siamo a Novembre ma sembrava fino a ieri che l'autunno avesse deciso quest'anno di non farsi vedere.
Stava facendo il prezioso ed invece puntale come un'orologio svizzero dopo aver passato giorni di pioggia alternata a giorni di caldo quasi estivo, e' arrivato portandosi dietro una bella tramontana che qui su Roma e' sempre molto gradita.
Da sempre come arriva la tramontana a Roma è automatico che scatta la minestra o zuppa: eh direi che ci sta perche' la tramontana la conoscete e' quel vento gelido che, almeno a me, entra nelle ossa e fa abbassare di colpo la temperatura.
In piu' sarà perché casa e' fredda e gli infissi sono originali in legno insomma spifferi da tutte le parti e cosi per riscaldarti non puoi fare altro che iniziare a fare minestre.
Cosi l'altro giorno sono scesa al volo dal mio spacciatore di fiducia di verdura che per mia fortuna e' proprio sotto casa ed  ho preso una bella pianta di indivia.
Adoro questa verdura, mi ricorda tanto mia nonna Chiarina , la quale quando ero piccola la faceva in minestra a me e mia sorella.
Una minestra che ha origine molto vecchie tant'e che viene citata anche dal Belli, ma sinceramente io non devo andare molto lontana visto che la mia bisnonna  ha insegnato a mia nonna Chiarina a farla cosi, mia nonna a mia madre, mia madre a me ...
Quindi se faccio due conti veloci e visto che la nonna non c'e' piu' andiamo ad una ricetta semplice e gustosa di oltre 100 anni, una ricetta Romana ma anche un poco Viterbese visto le origini dei Bisnonni.
Questa e' la ricetta di Nonna, grande cuoca che con poco  era in grado di fare cose veramente sublimi.
Ricordo spesso che quando capitavo da lei all'improvviso mi diceva sempre : " Alesandra ( rigorosamente con 1 s ) ci facciamo un ovetto di pasta?"
Stava a significare: " ho le uova fresche che mi ha dato tua zia Luigia  ci facciamo le fettuccine ?"
E cosi accadeva che in men che non si dica si facevano dei pranzetti da paura..
Ed ora dopo questa  ventata di ricordi vado alla ricetta cosi come la darebbe e cucinerebbe lei.

Riso e Indivia
La ricetta di Nonna Chiarina

Indivia o Insalata riccia
Riso 
Aglio
Olio
Passata di pomodoro

Pulisci l'indivia sciacquala bene perche' potrebbe avere delle lumachine.
Tagliala a pezzetti piccoli con il coltello.
Nel frattempo in una casseruola fai andare un poco di olio con 2 spicchi di aglio ed 1 cucchiaio di passata di pomodoro.
Quando si sono insaporiti allunga con 2 bicchieri di acqua calda ed aggiungi l'indivia a pezzetti e falla cuocere.
Quando e' pronta salata e poi aggiungi 3/4 pugnetti di riso quello con il chicco piccolo avrebbe detto ( io ho usato il vianone nano) e fallo cuocere.
Se ti piace più brodosa aggiungi un poco di acqua e se e' un poco insipida aggiungi un pezzettino di dado.


Riso e Indivia  alessandra ruggeri


Note e miglioramenti
Oggi si puo' modificare e migliorare aggiungendo al posto dell'acqua un buon brodo vegetale e non mettendo il dado.
Io in questo caso non avevo la passata di pomodoro ed ho aggiunto un semplice cucchiaino di concentrato di pomodoro.
So gia' che nonna non ci rimarebbe male .

Alessandra.... Bon Appétit !!!
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Halloween da paura: Ultra Fondant au Chocolat con cuore di Cherry

Vi siete messi paura con tutti questi mostri , zucche e fantasmi?
Adoro questa festa anche se non e' per niente nostra.
Mi piace il fatto dei bambini che vanno in giro per le strade , dai noi per i palazzi, tutti vestiti da mostriciattoli a gridare " dolcetto o scherzetto?".
Questa festa che tradizionalmente si festeggia negli Stati Uniti d'America ha oramai trovato spazio anche da noi.
Anzi mi sembra di notare che non si vede l'ora che arrivi  cosi si ha l'opportunita' di festeggiare, ballare mascherati e anche di mangiare qualche dolcetto,.
Ecco questa e' al parte che piu' preferisco vale a dirsi trovare una scusa per mangiare un dolcetto o offrire un buon dolcetto e quindi proprio con questo spirito offro questo dolcetto alle streghe e fantasmi.


Tutto nasce dal fatto che avevo acquistato questi stampini di muffin con le immagini di halloween e cosi visto che avevo voglia di riempirli ho deciso di fare una cosa mostrusamente buona  quindi...

 Ultra Fondant au Chocolat con cuore di Cherry


300g cioccolato fondente al 70%, 
5 uova, 
150g burro,
150g zucchero
 pizzico di sale

Preriscaldare il forno a 180 °.
Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria. Nel frattempo, montare gli albumi con un pizzico di sale e meta' dello zucchero sino ad arrivare ad una massa brillante ed elastica. 
Aggiungere il burro al cioccolato fuso e mescolare bene, togliere dal bagnomaria e terminare aggiungendo i tuorli d'uovo montati con il restante dello zucchero.
Incorporare poi   delicatamente gli albumi in  3 volte mescolando sempre dal basso verso l'alto.
Distribuire il composto nelle formine ed al centro metterci le ciliege alcoliche .
Cuocere per circa 15 minuti. 
Se riuscite aspettate qualche ora a temperatura ambiente prima di servire..
Il dolce tendera' prima ad alzarsi e poi  si abbassera' provocando la rottura sopra della crosticina

Vi garantisco una goduria... mostruosa !!!

Alessandra..............Bon Appétit !!!
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Cipolla Giarratana.... che bontà !!!


 
Da sempre il comune di Giarratana, negli Iblei, è noto per la produzione di cipolle straordinariamente dolci e dalle dimensioni molto grandi. Bulbi dalla forma un poco schiacciata, con tunica di colore bianco brunastro, polpa bianca, sapida, mai pungente, che pesano normalmente circa 500 grammi, ma che possono anche superare i due chilogrammi. L’altopiano ibleo è solcato da vallate anguste, più o meno profonde, incastonate nella bianca roccia calcarea da cui si originano i suoli bruni che, assieme al clima collinare, determinano le condizioni ambientali ideali per la coltivazione di questa cultivar di cipolla. Tradizionalmente la semina viene effettuata a partire dalla fine di ottobre, durante il plenilunio o con luna calante, in semenzaio, e il trapianto ha luogo in febbraio-marzo quando, per ogni metro quadro si dispongono circa 16-20 piantine. La raccolta comincia a partire dalla fine di luglio e continua lungo tutto il mese di agosto. Dopo la raccolta si lasciano asciugare i bulbi in campo per una settimana e successivamente si conservano in luoghi asciutti e ventilati. Protagonista di molte ricette tradizionali della provincia di Ragusa, la cipolla di Giarratana sostiene la sapidità delle focacce “chiuse” - le scacce - ripiene con pomodoro e cipolla, dei contorni a base di cipolla arrostita alla griglia e delle cipolle ripiene con spezie. È molto dolce, per nulla pungente, caratteristica peculiare di questo ortaggio, e quindi è ottima anche cruda, in insalata, o condita semplicemente con olio extravergine di oliva e sale. Date le dimensioni, molto grandi, viene spesso utilizzata come “cucchiaio” per contenere le prelibate fave cottoie dell’altopiano modicano.
Il testo arriva direttamente dal sito di slowfood, ma quello che piu' importa e' la bonta' di queste cipolle.
Ultimamente sto notando che alcuni super mercati si sono attrezzati e si trovano anche i presidi slowfood e cosi qualche giorno fa mi sono trovata di fronte a queste splendide cipolle dal modico peso di 700 gr l'una : insomma una bestia di cipolla ma di una bonta' unica.
Non so che dirvi ho sempre avuto la fissa delle cipolle le adoro e cosi non ho saputo fare a meno di mangiare questa cipolla nel piu' tradizionale dei modi :  al forno.

Cipolla Giarratana al Forno

Cipolla Giarratana
Olio evo
Sale QB
Pepe
Finocchietto selvatico secco
Noce  Moscata
Origano
un pizzico di zucchero
1 peperoncino

Ho pulito la parte esterna della cipolla togliendo le foglie secche ed un primo giro di quelle piu' duro.
Dentro una piccola tortiera tonda foderata di carta forno ho messo la cipolla pulita,  l'ho condita e per ultimo un bel filo di olio.
L'ho coperta con un foglio di alluminio ed ho informato a 180° per 2 ore.
A meta' cottura cioe' dopo un'ora l'ho girata. Servire bella calda  nel piatto.

Sarebbe un contorno ma vista la grandezza della cipolla io l'ho mangiata come piatto unico semplicemente accompagnata da pane bruscato.
 



Alessandra............... Bon Appétit !!!
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La Carbonara a casa di Ale....l'ultima per un pò !


L'ultima per un po' perchè a forza di cucinare e mangiare qui le cose iniziano a stare strettine  e cosi occorre limitare i grassi.
Si vabbè che sono alta e distribuisco bene il peso ma ora stop !
E cosi da domani si sta a regime e visto che devo pagare pegno per le mie avventure mangiarecce mi son detta " e che succedera' per un piattino di pasta in piu'? Niente quindi Carbonara !"
Le origini di questo piatto sono molto dibattute; incredibile ma addirittura diverse regioni italiane rivendicano la paternità di questo piatto, ma, a questo riguardo, certezze assolute non ve ne sono.
 C'è chi  ritiene che il piatto fu  creato dai venditori di carbone dell'Umbria, altri sostengono invece che all'origine del nome vi siano gli appartenenti alla Carboneria, che avrebbero inventato questo piatto utilizzando ingredienti di facile reperibilità per consumarlo nei loro rifugi segreti e se fosse cosi mica scemi , si trattavano bene i carbonari !!
E sapevate che anche la Sardegna rivendica la paternità?? Piatto inventato a Carbonia, un  paese in provincia di Cagliari, da un cuoco di origini romane che lì si era trasferito.... mah !
Poi abbiamo l'ultima quella che attribuisce l'invenzione della  carbonara a un militare americano che si trovava a Roma durante gli anni della seconda guerra mondiale e che avrebbe creato questo condimento utilizzando due ingredienti classici della cucina anglosassone : le uova e il bacon. 
Qualunque sia l'origine e chiunque l'abbia fatto IO ringrazio e ringrazio ancora  mamma che mi ha insegnato a farla cosi.. GRAZIE MAMMA !!!

La Carbonara a casa di Ale

per 2 Persone

200 gr di Spaghettone Afeltra
150 gr di Pancetta di Michelangelo Masoni
1 uovo intero + 1 tuorlo
Pepe
Pecorino Romano Grattugiato

Anche qui potremmo aprire tremila parentesi su usare guanciale o pancetta?
Allora a Roma si e' sempre usato il guanciale ma devo dire che in questo caso ho usato la pancetta, ma non una qualsiasi .
Ho avuto il piacere di conoscere Michelangelo Masoni che ha una macelleria da paura a Viareggio che vi consiglio di visitare e per altre info cliccate QUI . Dicevo ho conosciuto Michelangelo da Luisanna Messeri e insomma per una serie di ragioni mi sono fatta regalare una pezzo di pancetta di sua produzione.
Cosi visto che avevo questa pancetta ho fatto la scelta di usarla nella carbonara.

Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua e salare.
Nel frattempo tagliate la pancetta a  dadini , mettetela in una padella , con un filo di olio e cuocete finche' non diventa croccante quindi togliete dal fuoco.
Finito questo sbattete  le uova in una ciotola con  un pizzico di sale.

A questo punto appena saranno cotti al dente gli spaghettoni scolateli e saltateli in padella  e subito  dopo tuffateli   nella ciotola con le uova.
Amalgamate il tutto e vedrete una stupenda cremina.
Impiantate gli spaghetti nel piatto.  una bella spolverata di pepe e pecorino  e servire subito.


Alessandra.......... Bon Appétit !!!
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Mississippi Mud Pie per Fede !!!

Mississippi Torta di fango è una torta a base di cioccolato che  probabile ha avuto origine nello stato del Mississippi. 
La torta prevedere una crosta friabile di cioccolato che avvolge altri strati cioccolato morbido ed e' servita con del gelato o panna.
La Mississippi "torta di fango" è originariamente associata alla cucina del sud degli Stati Uniti :il piatto ha guadagnato una discreta reputazione internazionale , grazie in gran parte alla enorme quantità di cioccolato che contiene ogni porzione. 

Il nome " Torta di fango del Mississippi " deriva dal composto denso che ricorda le rive del fiume Mississippi Si ritiene che questo piatto sia stato creato da casalinghe subito dopo la seconda guerra mondiale perché è composta da ingredienti semplici che si potevano trovare in qualsiasi supermercato e non ha bisogno di alcun attrezzo speciale prepararlo. Il suo primo riferimento sembrerebbe un articolo del  1975. 
E meno male che se ne scrive e se ne parla e la foto sopra rende un minimo l'idea di quello che e' la torta senza la decorazione finale.
HO avuto il piacere di mangiarla e di prepararla per il compleanno di mio nipote che faceva 13 anni e visto che  non volevo preparare  una classica torta di cioccolato avevo piu' voglia di fare qualcosa di sfizioso, cosi  ho chiesto in giro suggerimenti e l'amica Mariella  (lei si  che di dolci se ne intende) mi ha indirizzato verso questa  torta ed io  ho sposato la "causa Mississippi".
Dico la "causa "perche' e'  lunga nei tempi di preparazione  ma perfetta per un compleanno per ragazzi vistoche'  3 strati di cioccolata con panna  se la sognano .
Comunque anche se ha tempi lunghi  basta solo organizzarsi : io mi sono svegliata la mattina di venerdi ho fatto la spesa, poi ho fatto la crosta, poi ho lavorato, passato a trovare mamma insomma ho fatto le mie cose. Poi la sera ho fatta la prima farcia interna che si e' freddata durante la notte.
La mattina di sabato ho fatto il  budino ho freddato il tutto , fatto quindi terzo strato e poi portato alla festa.
Tempo impiegato mah.. 2 ore in totale per la preparazione degli strati ma tempi lunghi per freddare ogni volta  gli strati  prima di passare allo step successivo..
La ricetta l'ho presa e  direttamente dal blog di Giulia che vive negli States e cosi ve la copio sotto.

Per la crosta di biscotti
  • 450 gr di biscotti tipo Ringo al cioccolato
  • 75 gr di burro sciolto
Per il dolce al cioccolato
  • 65 gr di burro
  • 175 gr di cioccolato fondente di buona qualita’ (meglio 60%-70% di cacao)
  • 10 gr di caffe’ istantaneo in polvere
  • 50 gr di caffe’ espresso forte, a temperatura ambiente
  • un pizzico di sale
  • una fialetta di odore di vaniglia
  • 6 uova a temperatura ambiente (separate i tuorli dalle chiare)
  • 200 gr di zucchero
Per il budino al cioccolato
  • 170 gr di zucchero
  • 60 gr di cacao scuro in polvere – non dolce
  • 35 gr di amido di mais
  • un pizzico di sale
  • 4 tuorli
  • 610 gr di latte
  • 50 gr di burro
  • una fialetta di odore di vaniglia
  • 90 gr di cioccolato fondente di buona qualita’
Per la copertura alla panna
    • 2 cucchiai di zucchero
    • 300 gr di panna da montare
Procediamo:
Accendete il forno a 150°C. Imburrate una tortiera e coprite il fondo e i lati con la carta da forno. La ricetta specificava una tortiera di ca. 23 cm, io ho usato quella di ca. 25 cm e ha funzionato bene comunque.
 
Per la crosta di biscotti: tritate finemente i biscotti nel frullatore, aggiungete il burro fuso fino ad ottenere un composto omogeneo. Versatelo nella tortiera e premete uniformemente sul fondo e sui lati con un cucchiaio. Lasciate la crosta in frigo per 10 minuti, poi mettetela in forno e cuocete per 10 minuti fino a che non risulti secca al tatto. Lasciate raffreddare.
 
Aumentate la temperatura del forno a 175°C.
 
Per il dolce al cioccolato: mettete il burro e il cioccolato in una ciotola e scioglieteli a bagnomaria tenendoli sopra l’acqua che bolle, ma facendo in modo che la ciotola non tocchi l’acqua. Metteteli da una parte. Mescolate il sale, il caffe’ in polvere, il caffe’ e l’odore di vaniglia. Mettete anch’essi da una parte.
 
In una ciotola capiente, con la frusta elettrica montate i tuorli con meta’ dello zucchero, ci vorranno circa 5 minuti. Diventeranno piu’ chiari e aumenteranno di volume. Aggiungete la cioccolata sciolta, mescolate, poi aggiungete il miscuglio di caffe’ e amalgamante a velocita’ bassa per 5 minuti.
 
Montate le chiare in un recipiente separato e aggiungete lo zucchero rimanente. Mescolate i due composti versando poco a poco il primo nel secondo. Amalgamate quanto necessario con un cucchiaio. Versate subito nella tortiera, sopra la crosta della torta.
 
Cuocete in forno per una quarantina di minuti. Il dolce si sgonfiera’ al centro mentre si raffredda. Quando ha raggiunto temperatura ambiente copritelo e mettetelo in frigo per almeno tre ore.
 
Per il budino al cioccolato: in una pentola mescolate lo zucchero, il cacao, il sale e l’amido di mais. Aggiungete i tuorli ed amalgamate lentamente e, mescolando costantemente con la frusta,  aggiungete il latte. Accendete il fuoco e portate ad ebollizione sempre mescolando. Bollite per 30 secondi poi versate il budino in una ciotola grande ed aggiungete il burro, il cioccolato e l’odore di vaniglia, incorporando tutti gli ingredienti. Coprite con la plastica da cucina in modo che non formi la crosticina mentre raffredda. Lasciatelo raffreddare in frigo per almeno 3 ore, poi spalmatelo sul dolce gia’ pronto.
 
Per la panna: montate la panna per circa un minuto, aggiungete lo zucchero e mescolate bene. Versate sulla torta.
 
E dopo tutto questo lavoro questo e' il risultato... in fette !!
 
 Che altro dire..............Alessandra Bon Appétit !!!
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Spaghetti con alici e sua colatura

Due spaghetti veloci veloci ma gustosissimi non si negano a nessuno neppure al peggior nemico, detto questo oggi mi sento proprio di consigliarvi un qualcosa che forse conoscete: se cio' fosse me ne scuso, ma se non fosse cosi chi puo' darvi torto c'e' cosi tanta roba nel mondo da cucinare e da mangiare che a volte occorre fare delle scelte, proprio come e' capitato a me l'altra sera che non sapevo assolutamente cosa mangiare e dopo un due giorni di cucina Toscana e due giorni di cucina Umbra ( della serie io non mi faccio " mangiare ops mancare  nulla)  mi sono coccolata con una cosa tutta Italiana.
E direi proprio di si tutta Italiana visto che la base di questo piatto e' l'alice che la troviamo in varie ricette territoriali Italiane dal Nord al Sud, dall'Est all'Ovest.
Fresche, sotto sale , sotto'olio come meglio le preferite o le fatte e/o le mangiate: in questo caso visto che erano le otto di sera  e alle otto e 3 minuti ho messo su l'acqua per la pasta sono partita dalle alici sotto'olio.

Spaghetti con Alici e sua Colatura

Spaghetti 100 gr
5 alici sotto olio
1 spicchio di aglio
Peperoncino di cayenna
Colatura di Alici
Prezzemolo
Pepe


Ultimamante ho una grane voglia di pasta e avevo a disposizone degli ottimi spaghetti Cocco
 che vi consiglio vivamente di acquistare e gustare, ma sto divagando.... dicevo a prova di chef alle prime armi ed in tempo record mentre aspettavo che la pentola con l'acqua bollisse ho pulito uno spicchio di aglio che poi ho tagliato a pezzi e  messo in padella con un filo olio evo e 3 alici sott'olio.

Ho buttato gli spaghetti nell'acqua appena salata ed ho acceso sotto la padella a fuoco basso: cosi mentre si cuoceva la pasta ho fatto lentamente sciogliere le alici e appena colorire l'aglio.

A cottura spaghetti belli al dente li ho scolati e tuffati nella padella fatti saltare ed aggiunto un filo di colatura di alici e del peperoncino di cayenna tagliato a rondelle.

Ho impiantato gli spaghetti nel  piatto e sopra ho messo ancora peperoncino, macinata di pepe, prezzemolo tagliato grossolanamente e pezzetti di alici sott'olio.
 


Spaghetti semplicemente divini, semplici ma appetitosi,  sfiziosi e piccantini al punto giusto: che altro dire un piatto economico e  che puo' essere fatto da tutti.
Lo consiglio in caso di arrivo improvvisi di amici  o per chi e' poco pratico per fare colpo su una gentil donzella.

Consigli e variazioni della Cuoca a Tempo Perso

Per chi ama i sapore esotici consiglio di aggiungere del ginger tritato finemente: dara' una nota fresca  di agrume  e pungente al piatto .

Alessandra.............Bon Appétit !!!
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Nerino Alcolico...

« Ne'l'eden mistico
nel fiero bosco
ne'l'onda indomita
nel ciel più fosco
Dai climi torridi
insino al polo
con questo nettare
sol mi consolo. »
 (Ugo Borghetti - Ancona)

L'ultimo entrato a casa Ruggeri e gia subito finito.
Ma non e' un problema visto che e' cosi semplice da fare che si puo' rifare in qualsiasi momento.
Stiamo parlando di caffe ma con una bella modifica alcolica.

In assoluto il piu' famoso e' " Caffe Sport Borghetti "  che fu ideato dal bisnonno dell'attuale proprietario, Roberto, del Bar MANFRINI di Torrette di Ancona e si chiamava CAFFE' SPORT. 
Non fu mai registrata alcuna proprietà della ricetta, quindi, sentita la bontà della bevanda, l'anconetano Ugo Borghetti, proprietario di un bar al Borghetto di Ancona (frazione che ora non esiste più perché distrutta dalla grande frana di Ancona nel 1982), in occasione della nascita della linea ferroviaria Pescara-Ancona pensò di copiarla iniziando una produzione a livello più vasto. Inizialmente composto da una miscela di caffè e alcool servita ai viaggiatori della vicina stazione ferroviaria, venne successivamente raffinata la ricetta con una miscela di Coffea arabica e di Coffea robusta. Borghetti iniziò a produrlo a livello industriale e venne distribuito dalla Carpano in tutta Italia. Anche la grafica dell'etichetta con la quale sarebbe stato da allora a tutt'oggi imbottigliato venne disegnata dall'ideatore Borghetti. Nel 1982 il 50% della proprietà del marchio venne acquistato dalla Distillerie fratelli Branca, che lo lanciò a livello internazionale e ne rilevò l'altra metà nel 2002.  Il mio non e'  da meno , ma per semplicita' l'ho chiamato  

Nerino Alcolico

Caffè espresso della Moka 500 ml
Grappa  di Pigato 300 ml
Cognac  100 ml
Zucchero qb

Ho fatto il caffè classico con la macchinetta alternando caffè forte con caffè piu' leggero, ma visto che a me piace forte ho usato solo quello.
Poi ho messo lo zucchero qb nel senso che l'ho fatto dolce e poi  subito tutto l'alcool .
Ecco allora puo' sembrare tanto ma non lo e' !
Pronta tutta la miscela l'ho messa in un pentolino e l'ho fatto bollire per circa 5/7 minuti.
Inevitabilemente ci sarà una leggera riduzione del liquido ma non importa. A questo punto ho assaggiato si nuovo ed ho verificato se a gusto mio la dolcezza era giusta.
Tenete presente che dovra' freddarsi e solo dopo da freddo potete metterlo nel frigo.
Lasciatelo ( se ci riuscite ) riposare per 1 mese....Ahahahhaha rido perche' non ci si riesce facilmente.
Ricordate comunque che la gradazione alcolica la date voi .. a me piace cosi..
Ho usato la grappa perché la trovo adatta a questo liquore senza renderlo eccessivamente alcolico,
La grappa  è di colore bianco; il profumo è intenso e delicato con sentori di fieno e di oli essenziali; il sapore è secco, vivace e persistente.
Il cognac con il suo colore ambrato rilascia un leggerissimo sapore di caramello ( il suo colore e' dovuto anche a quello) ed alza la  gradazione alcolica  del distillato.
Perfetto per un bel pomeriggio con le amiche a fare due chiacchiere, anzi ve lo consiglio cosi vedrete che le parole scorreranno molto puu' velocemente e se proprio non volete perdervi nulla ve lo suggerisco anche nel Tiramisu' ALCOLICOOOOO... Oh YESSSSSSSSSSSSSS !!!!
 

Alessandra.................. Bon Appétit !!!
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Quadrucci coi Piselli

Questo periodo siamo con le mani in pasta ergo ci si fa la pasta fatta in casa e cosi si da libero sfogo a pasta e minestre .
Certo non si puo' dire sia il modo ideale per restare in forma, ma vabbè non si puo' avere tutto nella vita e cosi perché non abbinare insieme alla pasta delle verdure cosi e' piu' dietetico ?
ahahhaah mi sto facendo le battute da sola.
Certo ci metto le verdure e poi ci aggiungo altro non si puo' proprio dire dietetica, ma che  dobbiamo fare siamo fatti per soffrire e poi questa e' una tipica minestra romana che vi ripropongo uguale uguale all'originale.

Per la pasta qualche giorno fa mi sono fatta dei taglioli , avevo una gran voglia di pasta fatta in e cosi mi sono sparata 2 uova  e dopo un'oretta mi sono apparecchiata e spazzolata un bel piatto di.. no non posso dirlo questo e' un'altro post.
Per la pasta ho usato 2 uova e poi circa 2 etti di farina 00.
Per farla un classico: fontana sul piano ho fatto un buco al centro nel quale ho messo le due uova, le ho sbattute e piano piano gli ho fatto prendere la farina. Ho aggiunto 1 cucchiaio di acqua calda e poi ho lavorato un poco la pasta., si no a quando  non e' omogenea.
Formata la mia perfetta palla della consistenza che desideravo , l'ho fatta riposare per 30 minuti sotto una ciotola rovesciata.
Passato il tempo ho iniziato a stendere la mia pasta ed ho fatto proprio una bella sfoglia.
Per aiutarmi a stenderla meglio ho usato spolverare il piano di lavoro con farina di grano duro.
Quando la sfoglia era dell' altezza giusta l'ho arrotolato e poi tagliata della grandezza che preferivo.
Ho fatto capellini,  tagliolini e quadrucci che poi ho fatto seccare e riutilizzato proprio oggi.


 Quadrucci coi Piselli

Ingredienti semplici e di facile reperimento

Piselli
Quadrucci fatti in casa
Guanciale
Brodo vegetale
olio evo e Pepe

Avendo tutto in casa la cosa e' stata veramente semplice


In una pentola ho messo 2 fettine di guanciale tagliato a quadratini insieme all'olio e l'ho fatto leggermente abbrustolire.

La ricetta orginale a Roma prevede un soffritto di lardo e guanciale ma vabbe possiamo alleggerire la minestra.

Quando il guanciale e' pronto, lo noterete perche' diventa il grasso trasparente, ho aggiunto 6 cucchiai di piselli surgelati ( avevo quelli disponibile  aime' non sono piu' in stagione ) e poi ho aggiunto un pizzico sale  e  450 ml di brodo vegetale.

Ho fatto cuocere a fuoco moderato per circa 40 minuti e quando ho sentitio che i piselli erano cotti ma non spappati ho messo i miei quadrucci 50 gr .
Il tempo di cuocerli e via subito nel piatto, una bella gratta di pepe un filo di olio a crudo .

Deliziosa .. e vi diro' perfetta anche se non fa ancora cosi freddo anzi ve la suggerisco da mangiare tiepida....



Alessandra...........Bon Appétit !!!
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Da oggi c'e' una novita': Il Club di Luisanna... e me.




Entro piccola piccola ed in punta di piedi, ma un po' per fato e un po' per caso girovagando qua e la per Roma  che un di' a tempo perso  ( come il mio nome)  mi sono ritrovata a fare due chiacchiere con  Luisanna Messeri , la famosa rossa della cucina devotissima all'Artusi...........eh chi non  conosce Luisanna  ?!! 
Da questo incontro e' nata una bella empatia  che per mia somma gioia e'  sfociata in questa  collaborazione nella sua scuola di cucina. 
Cosi dai primi di Ottobre mi avventurero' dentro una scuola di cucina ma questa volta dall'altra parte della barricata come insegnante e porterò tutte le mie consoscenze della cucina a chi ha sempre visto i fornelli con un occhio cattivo o per chi  si ritrova imporvvisamente  acucinare per i piu' svariati motivi,  insomma un corso proprio da prime armi meglio poi definito da Sopravvivenza.
 E' un  corso nel quale si esplorera'  divertendoci le basi della cucina , in maniera tale che non deve essere un problema rientrare a casa ed aprire la dispensa, un corso dove anche saper fare la spesa giusta aiutera' tantissimo a cucinare , un corso dove non  bisogna aver paura di invitare amici in casa. ma al contrario spero che alla fine di questo corso si corra in casa a cucinare, e magari invitate me a cena !!!

Insomma spero di riuscire veramente a tirare fuori lo chef che e' in ognuno di Voi !!!





Vi aspetto al Club !!!     Alessandra..............Bon Appétit !!!
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Presidio Slow Food : Composta di Cipolla Rossa di Acquaviva

C'e' chi piange già al sentir nominare cipolla. Io al contrario mi esalto e me ne mangio una quantita' industriale,
Certo e' che  quando capita come a me di trovare che prodottini carini carini al supermercato non posso fare altro che comprarli.
Carini in tutti i sensi : molto costosi e prodotti che non si trovano facilmente specie quelli  Slow Food e cosi mi sono fatta forza ed alla fine con circa 12 euro ho portata via circa 2 kg  di Cipolla  Rossa di Acquaviva.
Uno spettacolo di cipolla: bella, rossa, piatta, alta  e bella  pesante( pensate che 1 cipolla pesava 700 gr !!!) ma ecco alcune sue caratteristiche necessarie per essere un Presidio Slow Food che cito testualmente:

"Rinomata per la sua dolcezza, la cipolla di Acquaviva è riconoscibile anche per la tipica forma appiattita: un grosso disco dello spessore di 2-3 centimetri, larga fino ad una spanna, e con un peso di circa 500 grammi. Il suo colore sta tra il rosso carminio e il violaceo e si schiarisce, verso l'interno, sino a divenire completamente bianca. La coltivazione avviene nel rispetto della tradizione antica e in modo del tutto naturale. È seminata in settembre, a luna calante, e raccolta dai primi giorni di luglio sino ad agosto. La coltivazione della cipolla d'Acquaviva è limitata al territorio del Comune: la superficie investita è calata negli ultimi anni e la resa media per ettaro è molto inferiore alla media nazionale, 200 quintali contro i circa 300 della media nazionale. La ragione sta, in parte, nelle caratteristiche intrinseche della varietà, in parte, nel tipo di coltivazione che rimane in gran parte manuale. Mantenendo al minimo gli interventi di tipo chimico, si rende necessaria una dose supplementare di lavoro in campo: le sarchiature e le scerbature (operazioni di diserbo manuale dei filari) devono essere frequenti e questo si riflette anche sul costo del prodotto finale. Area di produzione
Comune di Acquaviva delle Fonti (provincia di Bari)."


Cosi presa dalle  voglia di gustarmi questa dolce cipolla ho spostato decisamente il gusto portandola sul dolce  con questa composta facendola in due versioni

Composta di Cipolle Rosse di Acquaviva
 


Presidio Slow Food : Composta di Cipolla Rossa di Acquaviva

Cipolla di Acquaviva 800 gr
Zucchero Muscovado 100 gr ( mentre nella seconda versione ho usato i cristalli di zucchero grezzo)
Acqua 300ml
Sale  e Pepe


Pulite le cipolle  della parte superiore e inferiore e togliere  loro la  pelle esterna. 
Tagliatele a spicchi grossolani e mettetele in una pentola con l'acqua, lo zucchero , 1/2 pizzichi di sale e una bella macinata di pepe nero.
Sulla macinatura di pepe nere io non ho lesinato perche' volevo ottenere un gusto pepato.
Fate cuocere a fuoco medio per circa 2 ore e finche vedete che non assuma la consistenza densa.
Potete volendo anche usare il metodo del piattino vale a dirsi di mettere un cucchiano di composto su un piatto e metterlo in verticale: se rimane denso e scivola lentaemnte sul piattino e' pronta.

Se userete lo zucchero muscovado avra' un sapore particolarmente dolce e spinto sulla liquirizia proprio data dalla caratteristica intrinseca dello zucchero stesso.

Mente la versione con i cristalli avra' un sapore sempre dolce  senza il sapore della liquirizia.

 L'accostamento piu'  semplice un finger tutto dolce....

Gorgonzola Spalmabile e Composta di Acquaviva sul Mollica di Lariano leggermente grigliata 
Presidio Slow Food : Composta di Cipolla Rossa di Acquaviva

Alessandra........Bon Appétit !!!

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Pomodori col riso..... e fine vacanze

Volevamo stupirvi con effetti speciali ma noi siamo Ciccia e non fantascienza !!!
Un po' sulla scia di un vecchio spot un po' perche' la ciccia aumenta e si capisce che le vacanze sono finite,  sono oggi a proporvi qualcosa di veramente romano e unico.
Un piatto unico in tuti i sensi. Non ci  sono uguali in tutta Italia ed un piatto con cui ci fai  antipasto, primo secondo tutto insieme.
Forse non tutti sanno che oltre ad essere fatti in casa, si possono trovare anche nelle pizzerie a taglio a Roma ed in particolare solo nel periodo estivo poiche'  il pomodoro bello carnoso e saporito si trova proprio in questa stagione
L'esate finendo ma siamo ancora in piena stagione per poter consumare questa deliziosa : l'ideale sarebbe avere a disposizione i pomodori di campagna o del contadino come dico io, ma per chi non ha questa fortuna ( come me !!) vi suggerisco che prendere dei bei pomodori  belli carnosi possibilmente italiani.-
Fate attenzioni che non siano ammaccati e quando li prendete fate in maniera di non cucinarli subito ma bensi aspettate qualche giorno, cosi gli date il tempo di maturare ancora di piu'.
Per farli maturare  anche sul fondo girateli :vale a dirsi metteteli con la capoccia verso il basso in maniera che si maturi anche il culetto.
Fatti questi  piccoli e veloci accorgimenti senza grossi problemi potete anche pensare di cucinarli in questo modo i famosi.....

Pomodori col Riso di Mamma Anna

Pomodori maturi di grande dimensione ( in genere se ne mangiano 2 a persona)
Riso Roma
Aglio
Olio evo
Parmigiano Reggiano
Basilico
Pepe
Patate

Iniziate con sciacquare per bene i pomodori  capovolgeteli in maniera da avere di fronte a voi il culetto e  con uno spilucchino tagliate la calottina , mettetela da parte e sempre con lo spilucchino, (mia mamma utilizza un coltello normale), scavate l'interno di tutti i pomodori e mette il tutto in un recipiente e passate il tutto con un passa verdure.
Alla salsa di pomodoro ottenuta aggiungete sale , una macinata di pepe, 1 spicchio di aglio tritato o premuto, parmigiano grattugiato, qui andate a sapore,  basilico a pezzettini e olio evo.
Fate insaporire il composto per 15 minuti e poi aggiungete il riso che precedentemente avrete lavato sotto l'acqua.
Per il riso mamma non ha un peso ma bensì utilizza ancora con il metodo dei pugnetti:: calcolate quindi  di media, 3 pugnetti per fare  due pomodori medio grandi.
Assaggiate il composto ed in caso correggete.
I pomodori scavati  li salerete pochissimo e poi girati li farete scolare su una gratella. E' un passaggio che a voi non cosa nulla ma poi in cottura vi ritrovate un pomodoro molto compatto.
Lasciate il riso in ammollo nella salsa condita per circa un'ora e cosi vedrete due cose: la prima e' che cresce la seconda e' che cosi si insaporisce.
Trascorsa l'ora siete pronti per riempire.
In una tiella  bella capiente mettete un filo di olio e poi  i pomodori scavati ,  riempiteli  con il loro condimento: arrivate al bordo e metteteci anche del sughetto. Ripetete l'operazione su tutti i pomodori.
A questo punto quando i pomodori sono riempiti di riso  versate su tutti un filo di olio evo e poi chiudeteli con  la loro calottina.
Tagliate le patate, conditele con olio e sale e riempendo tutti gli spazi  vuoti della tiella.
Metteteci sopra un poco di sugo che sicuramente vi sara' avanzato ...ed infornate a 180°/190° per circa 1 ora e 1/2 , 2 dipende anche dal vostro forno.
Di tanto in tanto controllate la cottura dei vostri pomodori: togliete le calottine e con l'olio del fondo della tiella bagnate il riso.
Dovrete ottenere l'effetto cotto e  sopra leggermente abbrustolito esattamente come questi.


Perfetti da mangiare tiepidi , secondo me sono anche meglio il giorno dopo da freddi.
La preparazione e' semplice solo leggermente lunga calcolate che alla fine se li volete per pranzo dovete partire alle 9.00 a preparare il tutto.
E' un piatto tipico della cucina Romana e sinceramente anche se il riso non fa parte della nostra tradizione in questo caso ne esce come assoluto protagonista in tutta la sua eccellenza.

Alessandra.................Bon Appétit !!!
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Okra alla Provenzale ...e Buon Ferragosto !!!


Il combo è una specie appartenente alle Malvacee ed affine alla specie Abelmoschus moschatus e agli ibischi. È una pianta originaria dell'Africa tropicale e coltivata nei paesi caldi, è conosciuta anche come ocra od okra (in altre lingue gombeau, gombault, okro) e anche bāmiyā in Egitto ed in Etiopia. In alcune regioni del Brasile è nota con il nome di quiabo
È coltivato sia in zone tropicali che in zone subtropicali, ed in particolare in Asia (specialmente centrale e occidentale) e in Asia MInore; esso fornisce frutti che sono consumati in Africa ma anche in India, mentre la sua radice ricca di mucillaggini è usata come emolliente in sostituzione dell'altea. I fusti del gombo e di molte malvacee sono macerati e lavorati per fornire una fibra tessile nota come fibra di gombo
Questa è l'Okra nature !
Vengono anche chiamate le dita delle donne proprio per la loro forma. Io l'ho mangiata con grande piacere in India e ne sono rimasta entusiasta così appena ho potuto le ho subito replicate .
In quel dell'India l'ho mangiata così e così vi ripropongo la ricetta.


Okra alla Provenzale 

Okra circa 700 gr
Pomodoro passato 1 barattolo 400gr
Sale

Pepe
Garam Masala 1 e 1/2 di cucchiaino 
Peperoncino verde piccante indiano  quantità a piacere
Coriandolo fresco qb
Zenzero in polvere 1/2 cucchiaino
Cumino in polvere 1/2 cucchiaino
1 cipolla dorata

Pulire l"Okra sotto l'acqua corrente e mettetela in padella insieme alla cipolla dorata tagliata finemente e olio evo.
Fatela cuocere per 2 minuti ed aggiungere subito il pomodoro e 1/2 bicchiere di acqua. Meglio se avete del brodo vegetale.
Appena inizia a prendere bollore aggiungere il masala, cumino, zenzero, peperoncino verde indiano e un poco di pepe macinato al momento.
Fate cuocere per circa 20 minuti poi sentite la cottura e aggiustate di sale.
Quando sono pronti mettete nel piatto e spolverate con una bella manciata di coriandolo fresco tritato.

Un piatto deliziosamente piccante e caldo... Caldo e rosso come questo ferragosto e quindi ...

Buon Ferragosto da Alessandra !!
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