Halloween da paura: Ultra Fondant au Chocolat con cuore di Cherry

Vi siete messi paura con tutti questi mostri , zucche e fantasmi?
Adoro questa festa anche se non e' per niente nostra.
Mi piace il fatto dei bambini che vanno in giro per le strade , dai noi per i palazzi, tutti vestiti da mostriciattoli a gridare " dolcetto o scherzetto?".
Questa festa che tradizionalmente si festeggia negli Stati Uniti d'America ha oramai trovato spazio anche da noi.
Anzi mi sembra di notare che non si vede l'ora che arrivi  cosi si ha l'opportunita' di festeggiare, ballare mascherati e anche di mangiare qualche dolcetto,.
Ecco questa e' al parte che piu' preferisco vale a dirsi trovare una scusa per mangiare un dolcetto o offrire un buon dolcetto e quindi proprio con questo spirito offro questo dolcetto alle streghe e fantasmi.


Tutto nasce dal fatto che avevo acquistato questi stampini di muffin con le immagini di halloween e cosi visto che avevo voglia di riempirli ho deciso di fare una cosa mostrusamente buona  quindi...

 Ultra Fondant au Chocolat con cuore di Cherry


300g cioccolato fondente al 70%, 
5 uova, 
150g burro,
150g zucchero
 pizzico di sale

Preriscaldare il forno a 180 °.
Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria. Nel frattempo, montare gli albumi con un pizzico di sale e meta' dello zucchero sino ad arrivare ad una massa brillante ed elastica. 
Aggiungere il burro al cioccolato fuso e mescolare bene, togliere dal bagnomaria e terminare aggiungendo i tuorli d'uovo montati con il restante dello zucchero.
Incorporare poi   delicatamente gli albumi in  3 volte mescolando sempre dal basso verso l'alto.
Distribuire il composto nelle formine ed al centro metterci le ciliege alcoliche .
Cuocere per circa 15 minuti. 
Se riuscite aspettate qualche ora a temperatura ambiente prima di servire..
Il dolce tendera' prima ad alzarsi e poi  si abbassera' provocando la rottura sopra della crosticina

Vi garantisco una goduria... mostruosa !!!

Alessandra..............Bon Appétit !!!
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Cipolla Giarratana.... che bontà !!!


 
Da sempre il comune di Giarratana, negli Iblei, è noto per la produzione di cipolle straordinariamente dolci e dalle dimensioni molto grandi. Bulbi dalla forma un poco schiacciata, con tunica di colore bianco brunastro, polpa bianca, sapida, mai pungente, che pesano normalmente circa 500 grammi, ma che possono anche superare i due chilogrammi. L’altopiano ibleo è solcato da vallate anguste, più o meno profonde, incastonate nella bianca roccia calcarea da cui si originano i suoli bruni che, assieme al clima collinare, determinano le condizioni ambientali ideali per la coltivazione di questa cultivar di cipolla. Tradizionalmente la semina viene effettuata a partire dalla fine di ottobre, durante il plenilunio o con luna calante, in semenzaio, e il trapianto ha luogo in febbraio-marzo quando, per ogni metro quadro si dispongono circa 16-20 piantine. La raccolta comincia a partire dalla fine di luglio e continua lungo tutto il mese di agosto. Dopo la raccolta si lasciano asciugare i bulbi in campo per una settimana e successivamente si conservano in luoghi asciutti e ventilati. Protagonista di molte ricette tradizionali della provincia di Ragusa, la cipolla di Giarratana sostiene la sapidità delle focacce “chiuse” - le scacce - ripiene con pomodoro e cipolla, dei contorni a base di cipolla arrostita alla griglia e delle cipolle ripiene con spezie. È molto dolce, per nulla pungente, caratteristica peculiare di questo ortaggio, e quindi è ottima anche cruda, in insalata, o condita semplicemente con olio extravergine di oliva e sale. Date le dimensioni, molto grandi, viene spesso utilizzata come “cucchiaio” per contenere le prelibate fave cottoie dell’altopiano modicano.
Il testo arriva direttamente dal sito di slowfood, ma quello che piu' importa e' la bonta' di queste cipolle.
Ultimamente sto notando che alcuni super mercati si sono attrezzati e si trovano anche i presidi slowfood e cosi qualche giorno fa mi sono trovata di fronte a queste splendide cipolle dal modico peso di 700 gr l'una : insomma una bestia di cipolla ma di una bonta' unica.
Non so che dirvi ho sempre avuto la fissa delle cipolle le adoro e cosi non ho saputo fare a meno di mangiare questa cipolla nel piu' tradizionale dei modi :  al forno.

Cipolla Giarratana al Forno

Cipolla Giarratana
Olio evo
Sale QB
Pepe
Finocchietto selvatico secco
Noce  Moscata
Origano
un pizzico di zucchero
1 peperoncino

Ho pulito la parte esterna della cipolla togliendo le foglie secche ed un primo giro di quelle piu' duro.
Dentro una piccola tortiera tonda foderata di carta forno ho messo la cipolla pulita,  l'ho condita e per ultimo un bel filo di olio.
L'ho coperta con un foglio di alluminio ed ho informato a 180° per 2 ore.
A meta' cottura cioe' dopo un'ora l'ho girata. Servire bella calda  nel piatto.

Sarebbe un contorno ma vista la grandezza della cipolla io l'ho mangiata come piatto unico semplicemente accompagnata da pane bruscato.
 



Alessandra............... Bon Appétit !!!
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La Carbonara a casa di Ale....l'ultima per un pò !


L'ultima per un po' perchè a forza di cucinare e mangiare qui le cose iniziano a stare strettine  e cosi occorre limitare i grassi.
Si vabbè che sono alta e distribuisco bene il peso ma ora stop !
E cosi da domani si sta a regime e visto che devo pagare pegno per le mie avventure mangiarecce mi son detta " e che succedera' per un piattino di pasta in piu'? Niente quindi Carbonara !"
Le origini di questo piatto sono molto dibattute; incredibile ma addirittura diverse regioni italiane rivendicano la paternità di questo piatto, ma, a questo riguardo, certezze assolute non ve ne sono.
 C'è chi  ritiene che il piatto fu  creato dai venditori di carbone dell'Umbria, altri sostengono invece che all'origine del nome vi siano gli appartenenti alla Carboneria, che avrebbero inventato questo piatto utilizzando ingredienti di facile reperibilità per consumarlo nei loro rifugi segreti e se fosse cosi mica scemi , si trattavano bene i carbonari !!
E sapevate che anche la Sardegna rivendica la paternità?? Piatto inventato a Carbonia, un  paese in provincia di Cagliari, da un cuoco di origini romane che lì si era trasferito.... mah !
Poi abbiamo l'ultima quella che attribuisce l'invenzione della  carbonara a un militare americano che si trovava a Roma durante gli anni della seconda guerra mondiale e che avrebbe creato questo condimento utilizzando due ingredienti classici della cucina anglosassone : le uova e il bacon. 
Qualunque sia l'origine e chiunque l'abbia fatto IO ringrazio e ringrazio ancora  mamma che mi ha insegnato a farla cosi.. GRAZIE MAMMA !!!

La Carbonara a casa di Ale

per 2 Persone

200 gr di Spaghettone Afeltra
150 gr di Pancetta di Michelangelo Masoni
1 uovo intero + 1 tuorlo
Pepe
Pecorino Romano Grattugiato

Anche qui potremmo aprire tremila parentesi su usare guanciale o pancetta?
Allora a Roma si e' sempre usato il guanciale ma devo dire che in questo caso ho usato la pancetta, ma non una qualsiasi .
Ho avuto il piacere di conoscere Michelangelo Masoni che ha una macelleria da paura a Viareggio che vi consiglio di visitare e per altre info cliccate QUI . Dicevo ho conosciuto Michelangelo da Luisanna Messeri e insomma per una serie di ragioni mi sono fatta regalare una pezzo di pancetta di sua produzione.
Cosi visto che avevo questa pancetta ho fatto la scelta di usarla nella carbonara.

Mettete sul fuoco una pentola con abbondante acqua e salare.
Nel frattempo tagliate la pancetta a  dadini , mettetela in una padella , con un filo di olio e cuocete finche' non diventa croccante quindi togliete dal fuoco.
Finito questo sbattete  le uova in una ciotola con  un pizzico di sale.

A questo punto appena saranno cotti al dente gli spaghettoni scolateli e saltateli in padella  e subito  dopo tuffateli   nella ciotola con le uova.
Amalgamate il tutto e vedrete una stupenda cremina.
Impiantate gli spaghetti nel piatto.  una bella spolverata di pepe e pecorino  e servire subito.


Alessandra.......... Bon Appétit !!!
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Mississippi Mud Pie per Fede !!!

Mississippi Torta di fango è una torta a base di cioccolato che  probabile ha avuto origine nello stato del Mississippi. 
La torta prevedere una crosta friabile di cioccolato che avvolge altri strati cioccolato morbido ed e' servita con del gelato o panna.
La Mississippi "torta di fango" è originariamente associata alla cucina del sud degli Stati Uniti :il piatto ha guadagnato una discreta reputazione internazionale , grazie in gran parte alla enorme quantità di cioccolato che contiene ogni porzione. 

Il nome " Torta di fango del Mississippi " deriva dal composto denso che ricorda le rive del fiume Mississippi Si ritiene che questo piatto sia stato creato da casalinghe subito dopo la seconda guerra mondiale perché è composta da ingredienti semplici che si potevano trovare in qualsiasi supermercato e non ha bisogno di alcun attrezzo speciale prepararlo. Il suo primo riferimento sembrerebbe un articolo del  1975. 
E meno male che se ne scrive e se ne parla e la foto sopra rende un minimo l'idea di quello che e' la torta senza la decorazione finale.
HO avuto il piacere di mangiarla e di prepararla per il compleanno di mio nipote che faceva 13 anni e visto che  non volevo preparare  una classica torta di cioccolato avevo piu' voglia di fare qualcosa di sfizioso, cosi  ho chiesto in giro suggerimenti e l'amica Mariella  (lei si  che di dolci se ne intende) mi ha indirizzato verso questa  torta ed io  ho sposato la "causa Mississippi".
Dico la "causa "perche' e'  lunga nei tempi di preparazione  ma perfetta per un compleanno per ragazzi vistoche'  3 strati di cioccolata con panna  se la sognano .
Comunque anche se ha tempi lunghi  basta solo organizzarsi : io mi sono svegliata la mattina di venerdi ho fatto la spesa, poi ho fatto la crosta, poi ho lavorato, passato a trovare mamma insomma ho fatto le mie cose. Poi la sera ho fatta la prima farcia interna che si e' freddata durante la notte.
La mattina di sabato ho fatto il  budino ho freddato il tutto , fatto quindi terzo strato e poi portato alla festa.
Tempo impiegato mah.. 2 ore in totale per la preparazione degli strati ma tempi lunghi per freddare ogni volta  gli strati  prima di passare allo step successivo..
La ricetta l'ho presa e  direttamente dal blog di Giulia che vive negli States e cosi ve la copio sotto.

Per la crosta di biscotti
  • 450 gr di biscotti tipo Ringo al cioccolato
  • 75 gr di burro sciolto
Per il dolce al cioccolato
  • 65 gr di burro
  • 175 gr di cioccolato fondente di buona qualita’ (meglio 60%-70% di cacao)
  • 10 gr di caffe’ istantaneo in polvere
  • 50 gr di caffe’ espresso forte, a temperatura ambiente
  • un pizzico di sale
  • una fialetta di odore di vaniglia
  • 6 uova a temperatura ambiente (separate i tuorli dalle chiare)
  • 200 gr di zucchero
Per il budino al cioccolato
  • 170 gr di zucchero
  • 60 gr di cacao scuro in polvere – non dolce
  • 35 gr di amido di mais
  • un pizzico di sale
  • 4 tuorli
  • 610 gr di latte
  • 50 gr di burro
  • una fialetta di odore di vaniglia
  • 90 gr di cioccolato fondente di buona qualita’
Per la copertura alla panna
    • 2 cucchiai di zucchero
    • 300 gr di panna da montare
Procediamo:
Accendete il forno a 150°C. Imburrate una tortiera e coprite il fondo e i lati con la carta da forno. La ricetta specificava una tortiera di ca. 23 cm, io ho usato quella di ca. 25 cm e ha funzionato bene comunque.
 
Per la crosta di biscotti: tritate finemente i biscotti nel frullatore, aggiungete il burro fuso fino ad ottenere un composto omogeneo. Versatelo nella tortiera e premete uniformemente sul fondo e sui lati con un cucchiaio. Lasciate la crosta in frigo per 10 minuti, poi mettetela in forno e cuocete per 10 minuti fino a che non risulti secca al tatto. Lasciate raffreddare.
 
Aumentate la temperatura del forno a 175°C.
 
Per il dolce al cioccolato: mettete il burro e il cioccolato in una ciotola e scioglieteli a bagnomaria tenendoli sopra l’acqua che bolle, ma facendo in modo che la ciotola non tocchi l’acqua. Metteteli da una parte. Mescolate il sale, il caffe’ in polvere, il caffe’ e l’odore di vaniglia. Mettete anch’essi da una parte.
 
In una ciotola capiente, con la frusta elettrica montate i tuorli con meta’ dello zucchero, ci vorranno circa 5 minuti. Diventeranno piu’ chiari e aumenteranno di volume. Aggiungete la cioccolata sciolta, mescolate, poi aggiungete il miscuglio di caffe’ e amalgamante a velocita’ bassa per 5 minuti.
 
Montate le chiare in un recipiente separato e aggiungete lo zucchero rimanente. Mescolate i due composti versando poco a poco il primo nel secondo. Amalgamate quanto necessario con un cucchiaio. Versate subito nella tortiera, sopra la crosta della torta.
 
Cuocete in forno per una quarantina di minuti. Il dolce si sgonfiera’ al centro mentre si raffredda. Quando ha raggiunto temperatura ambiente copritelo e mettetelo in frigo per almeno tre ore.
 
Per il budino al cioccolato: in una pentola mescolate lo zucchero, il cacao, il sale e l’amido di mais. Aggiungete i tuorli ed amalgamate lentamente e, mescolando costantemente con la frusta,  aggiungete il latte. Accendete il fuoco e portate ad ebollizione sempre mescolando. Bollite per 30 secondi poi versate il budino in una ciotola grande ed aggiungete il burro, il cioccolato e l’odore di vaniglia, incorporando tutti gli ingredienti. Coprite con la plastica da cucina in modo che non formi la crosticina mentre raffredda. Lasciatelo raffreddare in frigo per almeno 3 ore, poi spalmatelo sul dolce gia’ pronto.
 
Per la panna: montate la panna per circa un minuto, aggiungete lo zucchero e mescolate bene. Versate sulla torta.
 
E dopo tutto questo lavoro questo e' il risultato... in fette !!
 
 Che altro dire..............Alessandra Bon Appétit !!!
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Spaghetti con alici e sua colatura

Due spaghetti veloci veloci ma gustosissimi non si negano a nessuno neppure al peggior nemico, detto questo oggi mi sento proprio di consigliarvi un qualcosa che forse conoscete: se cio' fosse me ne scuso, ma se non fosse cosi chi puo' darvi torto c'e' cosi tanta roba nel mondo da cucinare e da mangiare che a volte occorre fare delle scelte, proprio come e' capitato a me l'altra sera che non sapevo assolutamente cosa mangiare e dopo un due giorni di cucina Toscana e due giorni di cucina Umbra ( della serie io non mi faccio " mangiare ops mancare  nulla)  mi sono coccolata con una cosa tutta Italiana.
E direi proprio di si tutta Italiana visto che la base di questo piatto e' l'alice che la troviamo in varie ricette territoriali Italiane dal Nord al Sud, dall'Est all'Ovest.
Fresche, sotto sale , sotto'olio come meglio le preferite o le fatte e/o le mangiate: in questo caso visto che erano le otto di sera  e alle otto e 3 minuti ho messo su l'acqua per la pasta sono partita dalle alici sotto'olio.

Spaghetti con Alici e sua Colatura

Spaghetti 100 gr
5 alici sotto olio
1 spicchio di aglio
Peperoncino di cayenna
Colatura di Alici
Prezzemolo
Pepe


Ultimamante ho una grane voglia di pasta e avevo a disposizone degli ottimi spaghetti Cocco
 che vi consiglio vivamente di acquistare e gustare, ma sto divagando.... dicevo a prova di chef alle prime armi ed in tempo record mentre aspettavo che la pentola con l'acqua bollisse ho pulito uno spicchio di aglio che poi ho tagliato a pezzi e  messo in padella con un filo olio evo e 3 alici sott'olio.

Ho buttato gli spaghetti nell'acqua appena salata ed ho acceso sotto la padella a fuoco basso: cosi mentre si cuoceva la pasta ho fatto lentamente sciogliere le alici e appena colorire l'aglio.

A cottura spaghetti belli al dente li ho scolati e tuffati nella padella fatti saltare ed aggiunto un filo di colatura di alici e del peperoncino di cayenna tagliato a rondelle.

Ho impiantato gli spaghetti nel  piatto e sopra ho messo ancora peperoncino, macinata di pepe, prezzemolo tagliato grossolanamente e pezzetti di alici sott'olio.
 


Spaghetti semplicemente divini, semplici ma appetitosi,  sfiziosi e piccantini al punto giusto: che altro dire un piatto economico e  che puo' essere fatto da tutti.
Lo consiglio in caso di arrivo improvvisi di amici  o per chi e' poco pratico per fare colpo su una gentil donzella.

Consigli e variazioni della Cuoca a Tempo Perso

Per chi ama i sapore esotici consiglio di aggiungere del ginger tritato finemente: dara' una nota fresca  di agrume  e pungente al piatto .

Alessandra.............Bon Appétit !!!
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