Calamari Fritti

I calamari fritti sono un secondo piatto croccante, semplicissimo da realizzare e che richiede pochi ingredienti: calamari, farina e olio di arachidi. I molluschi possono essere puliti in anticipo e fritti poco prima di servire in tavola. Per una perfetta riuscita della ricetta occorre friggere in abbondante olio di semi al massimo della temperatura. I calamari vanno cotti pochi per volta e tra una frittura e l’altra occorre alzare la fiamma per 1 minuto circa in modo che l’olio ritorni alla massima temperatura. Una volta cotti vanno scolati col mestolo forato e messi su carta assorbente da cucina per eliminare il grasso in eccesso. È molto importante non salare né la farina né i calamari una volta cotti, fino al momento esatto di servirli in tavola: in qualunque fase precedente il sale, assorbendo umidità, renderebbe molle il fritto. Inoltre, vanno salati pochissimo. Andrebbero mangiati così come sono, ma, chi preferisce, può spruzzarvi sopra qualche goccia di limone.

Calamari fritti

i_calamari_fritti

Per 2 persone

Calamari   400 g
Farina   qb
Olio di semi di arachidi    2 lt
Sale

Pulite i calamari: separate la testa del calamaro dal resto del corpo. Eliminate la cartilagine presente all’interno del calamaro.
la_pulizia_dei_calamari_per_la_frittura_di_calamari 

Con l'aiuto di un coltello, separate i tentacoli dagli occhi e dalle interiora. Fate uscire il beccuccio del calamaro spingendo con le dita dalla parte opposta.
la_preparazione_dei_calamari_per_la_frittura_001

Sciacquatelo e, con le mani, tirate via la pelle esterna.
i_calamari_ad_anelli_prima_della_frittura

Tagliate ad anelli e asciugate con la carta assorbente oppure con un canovaccio pulito.
l'infarinatura_dei_calamari_fritti

Mettete gli anelli nel sacchetto di plastica e aggiungete la farina. Scuoteteli per infarinare bene il 
pesce.

la_rimozione_della_farina_in_eccesso_dai_calamari

Trasferite il pesce all'interno di un colino a maglie larghe e setacciate per eliminare la farina in 
eccesso.
la_frittura_dei_calamari 

Tuffate una parte di calamari in abbondante olio caldo.
Scolate su carta paglia e ripetete l’operazione fino all'esaurimento degli anelli di calamari, salate solo poco prima di servire.

Nota della Cuoca
Rigorosamente da mangiare caldi accompagnati da un bicchire di bollicine.

Alessandra.............Bon Appétit !!!
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Ricetta Pollo con Peperoni

pollo con i peperoni maggiorana cipolle

Proprio ieri sera stavo con un'amica che mi chiedeva " voglio fare il pollo con i peperoni
per questo we come lo faccio''" Cosi mi sono messa a cercare sul blog e non lo trovo.
Ero convintissima di averlo postato ed invece nulla cosi detto fatto.
Archivio et voilà
Un classico della cucian romana ed in particolare un piatto che si prepara a Ferragosto. Non ci si mette ne cipolla ne altro ma visto che a casa mia si fa da sempre cosi , io cosi ve la propongo e prima di stroncare la ricetta provatela e poi mi direte.

Pollo con peperoni di Mamma Anna

2 sovra cosce di pollo
2 cosce
1 peperone verde
1 peperone rosso
1 Cipolla bianca
Olio extravergine di oliva
1 costa di sedano
1 carota
1 spicchio di aglio
Maggiorana
Alloro
1 bicchiere di vino bianco
200 g di passata di pomodoro

Mondate i peperoni, precedentemente lavati, e privateli dei semi e dei filamenti interni. Tagliateli a listarelle. Tritate la cipolla e tagliate a pezzi il sedano, la carota. Versate l’olio nella padella, unite metà cipolla tritata e i peperoni. Cuocete per pochi minuti perché i peperoni devono restare croccanti.
In un’altra padella versate l’olio e unite la cipolla rimasta, il sedano, la carota e lo spicchio di aglio. Aggiungete il pollo, la maggiorana e l’alloro. Fate rosale per circa 3-4 minuti. Sfumate con il vino. Aggiungete il pomodoro, salate e fate cuocere. Quando il pollo è cotto unite i peperoni e fate cuocere per circa 10 minuti.

pollo con i peperoni maggiorana

Alessandra...........Bon Appétit !!!
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Coda alla Vaccinara

La coda nella tradizione


coda alla vaccinara con cipolle chiodi di garofano cioccolato amaro pinoli e uvetta sedano

Nata nel cuore di Roma, nel rione Regola dove abitavano i vaccinari, la coda alla vaccinara è considerata la "regina" del quinto quarto, ovvero quel che rimane della bestia vaccina dopo che sono state vendute ai benestanti le parti pregiate. Del quinto quarto fanno parte la coda, la trippa, la pajata, il cuore, la milza, e tutte le frattaglie.
Esistono due versioni principali, che si differenziano soprattutto nella parte finale della preparazione dove in una viene preparata una salsa a base di cacao amaro, pinoli e uva passa, mentre nell'altra no. Tuttavia per nessuna delle due varianti si può parlare di ricetta originale in quanto entrambe convivono da molti decenni nelle varie trattorie di Roma.
La prima versione è quella indicata anche da Ada Boni nel suo libro "La cucina romana" (1929). L'autrice, avendo come obiettivo principale una cucina casalinga, indica una preparazione dal doppio uso: prepara con la stessa carne un primo piatto con il brodo ottenuto lessando la coda, e poi un secondo di carne costituito dalla coda alla vaccinara vera e propria.
La coda, quindi, veniva inizialmente fatta lessare, in modo tale che il brodo si potesse utilizzare per altri piatti. La carne continuava la cottura in un tegame dove era stato fatto soffriggere un trito di aglio, cipolla, prezzemolo, carota, lardo e una fettina di prosciutto. Quindi veniva aggiunta un po' di salsa di pomodoro, parte del brodo e il sedano sbollentato. La cottura proseguiva fino a che la salsa non si era ristretta.
L'altra versione è un piatto più ricco, che si poteva trovare nelle trattorie e nei ristoranti, e alla quale era stata dedicata anche una poesia da Cesare Simmi, proprietario de "La Cisterna" a partire dal 1928.


Coda alla Vaccinara

Coda  circa 800gr
800 gr di pomodori mix tra salsa e pelati
3 chiodi di garofano
Pinoli 30 gr
30 gr di cioccolato 90% in baretta
30 gr uvetta
100 gr sedano

Ed io sono partita da questa con queste proporzioi ma senza guanciale e facendo un soffritto leggero con cipolla.


Si prende una coda di bue e la si lava sotto l'acqua corrente per toglierle le tracce di sangue. Si taglia a tocchi, o "rocchi", e la si mette a rosolare con un trito di lardo (o guanciale) e olio. Appena rosolata si aggiunge una cipolla tritata con due spicchi d'aglio, dei chiodi di garofano, sale e pepe. Si fa evaporare l'acqua buttata fuori dalla coda, si sfuma con del vino bianco secco si fa cuocere per un quarto d'ora coperta. Quindi si aggiunge un chilo di pomodori pelati a pezzi. Si lascia cuocere per circa un'ora, poi si allunga la salsa con dell'acqua calda fino a coprire la coda, si incoperchia nuovamente e si prosegue la cottura per altre 3 ore. Nel frattempo si lessa del sedano. Appena pronto, si scola e si mette in un tegame con un po' di sugo della coda, i pinoli, l'uva passa e il cacao amaro. Questa salsa va fatta bollire per qualche minuto e poi va versata sulla coda al momento di servire.

coda alla vaccinara con cipolle chiodi di garofano cioccolato amaro sedano uvetta e pinoli

Alessandra...........Bon Appétit !!!
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Cinghiale stufato con Patate novelle

Un classico della cucina e per tutte le stagioni tant'e' che io l'ho fatto ora che di certo freddo non fa pero' come poter dire di no a due elementi semplici e buoni: cinghiale e patate novelle.
Ho avuto la fortuna che il cinghiale  mi e' stato regalato intorno ad aprile ,che poi ho congelato e solo qualche giorno fa  messo in pentola e con un risultato per me.. buonissimo.
Le patate sono novelle e prese dal mio spacciatore preferito sotto casa che ha sempre delle cosi molto buone.

Polpa di Cinghiale e pezzetti circa 700 gr  Alloro 2 foglie  Chiodi di garofano 3  Carote 2 medie   Sedano 2 coste  Cipolla Bianca 1 media  olioo evo  Brondo vegetale 300 ml  1 bottiglia di vino rosso

Cinghiale stufato con Patate novelle

Polpa di Cinghiale e pezzetti circa 700 gr
Alloro 2 foglie
Chiodi di garofano 3
Carote 2 medie 
Sedano 2 coste
Cipolla Bianca 1 media
olio evo
Brodo vegetale 300 ml
vino rosso  600 ml
1 bicchiere di RON
sale e pepe qb 


Asciugate la carne dopo essere stata scongelata.
In una casseruola mettete  la carota tagliata a pezzi non sottili, il sedano e la cipolla  con un filo di olio evo e fate andare per 2 minuti.
Aggiungete le foglie di alloro, i chiodi di garofano e la carne facendola rosolare su tutti i lati e facendo attenzione a non farla ammassare troppo quindi prendete una pentola abbastanza capiente.
Sfumate con il bicchiere di Ron e iniziate a far cuocere a fuoco basso  sino a quando non si sara' assorbito il liquido del ron, ci vorranno circa  10 minuti.
Salate e pepate.
Aggiungete il brodo vegetale caldo e il vino rosso continuate la cottura a fuoco basso per circa 5 ore.
Quando e'  quasi cotto  ho aggiunto le patate novelle pulite dalla buccia e terminato la cottura.
Le patate cuoceranno in circa 20 minuti.

stufato di conghiale con patate novelle alloro chiodi di garofano vino rosso


Alessandra........................Bon Appétit !!!
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Come sgranare il cous cous e Cous cous con Verdure e Pollo alle spezie

Il cous cous è una preparazione di farina di semola di grano duro di origine araba. La grafia può essere anche cuscus, kuskus e, in provincia di Trapani, cuscusu. Il cous cous, secondo la grafia francese, si è diffuso in Europa nel XIX secolo dopo l’occupazione francese dell’Algeria e della Tunisia. Il cous cous è dunque un insieme di granelli di semola addensati con acqua e olio ed è accompagnato da umidi di carne (agnello o pollo), di pesce o di verdure ma ne esistono anche versioni dolci. Il metodo tradizionale per ottenerlo è di mettere la semola in un recipiente basso e largo e di spruzzarvi un po’ di acqua salata: con le dita bagnate della stessa acqua si inizia a lavorare la semola con un movimento rotatorio che porta, man mano che la farina si imbeve di acqua e si gonfia, alla formazione di minuscoli grumi. Il lavoro con movimenti rotatori continua con le mani unte di olio fino a quando tutti i grumetti sono separati tra di loro. Il procedimento è molto lungo e, proprio per questo motivo, nella ricetta è impiegato il cous cous precotto che si può cuocere in modo tradizionale sul fornello, al vapore oppure nel microonde.

 Preparazione Cous Cous

Cottura Tradizionale

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Per la cottura tradizionale del cous cous precotto: in un pentolino versate 150 g di cous cous precotto e 1 cucchiaio di olio. Iniziate a sgranare la semola con l'aiuto di un cucchiaio, mettete sul fornello, aggiungete 150 ml di brodo vegetale caldo e mescolate per 1 minuto. Spegnete, coprite e lasciate assorbire tutto il liquido. Sgranate prima con una forchetta e poi con le mani. Lasciate riposare coperto per 5 minuti. La cottura tradizionale sul fornello è terminata.
Cottura al Vapore

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Per la cottura al vapore del cous cous precotto: versate 150 g di cous cous e 100 ml di acqua tiepida e sgranatelo. Portate il brodo vegetale a bollore all'interno di una pentola molto alta e disponete il cous cous in un setaccio, a maglie molto strette, posto sulla pentola con il brodo in ebollizione: il liquido in ebollizione non deve mai entrare a contatto con la semola. Coprite e cuocete a fuoco medio per 30-40 minuti. Aggiungete 1 cucchiaio di olio e sgranate con le mani. La cottura del cous cous al vapore è terminata.

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Cottura  al microonde

Per la cottura al microonde del cous cous precotto: versate 150 g di cous cous in un contenitore adatto al microonde e ricopritelo con 100 ml di acqua salata calda. Cuocete coperto per 1 minuto al massimo della potenza. Lasciate riposare per 2 minuti e versate i restanti 50 ml di acqua calda e fate cuocere al microonde ancora per 1 minuto. Aggiungete 1 cucchiaio di olio e sgranate. La cottura del cous cous al microonde è terminata.
Condite a piacimento con pollo, pesce o verdure.
Oggi vi ripropongo questo!

Cous cous di Verdure miste e Pollo alle Spezie
Metti una domenica ....con un'amica .. e ti ritrovi per caso a pranzo da te.. Che ti inventi..?? Beh. per fortuna che avevo delle cose in frigo e cosi in 30 minuti abbiamo fatto questo...

COUS COUS CON VERDURE MISTE E POLLO ALLE SPEZIE
Ingredienti x 2 persone

1 confezione di cous cous pronto in 7 minuti
2 zucchine
1 peperone
300 gr di petti pollo
farina
curry
cannella
noce moscata
olio  evo
sale

Beh innanzitutto faccio una premessa. Ho scritto abbiamo .. Eh si perchè a questa ricetta veloce veloce ha contribuito anche Patrizia , una mia amica, che cucina veramente poco forse neppure cucina, quindi questo evento storico va segnalato... ;)))

Ho preso Patrizia, i petti di pollo e gli ho detto : " Patry tu che sei precisa fai in listarelle il pollo.."
Devo dire che e' stata precisissima una striscia identica all'altra.
Finito il taglio gli ho detto.. " Adesso prendi pochissima farina e infarina le listarelle di pollo .." e lei lo ha fatto anche questo in maniera precisa.
Nel frattempo io ho fato il cous cous con il metodo tradizionale.
 Le verdure invece le ho tagliate a listarelle i peperoni e a bastoncini le zucchine. Ho messo tutto in padella con un poco di olio e sale e mezza cipolla rossa.
Ho fatto cuocere le verdure a fuoco vivace in maniera da renderle croccanti .
In un'altra padella ho messo un goccio d'olio e appena caldo ho messo in padella il petto di pollo infarinato.
Ho abbassato il fuoco e mosso molto in maniera da non farlo attaccare.
Con 5 minuti il pollo e' praticamente cotto. A questo punto ho unito le verdure alla carne , il curry, la cannella e noce moscata ed ho finito di cuocere per un'altro minuto.
Tutto e' pronto. Ho preso un piatto fondo grande al centro ho messo il cous cous a forma di cupola e tutto intorno il pollo.... e poi via......!!!!!

Nota della cuoca
Se non avete Patrizia.. beh mi spiace dovreste inventarla !! :)))
Alessandra...........Bon Appétit !!!
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Pesto alla Siciliana


Il pesto alla siciliana è un condimento estivo per la pasta semplice e veloce da preparare. Tipico della cucina siciliana è chiamato comunemente pesto invece che con il nome tradizionale mataroccu che sta a indicare una salsa della zona di Marsala. Il nome le deriva dall’analogia di alcuni componenti con il pesto ligure. I profumi sono quelli del mediterraneo: mandorle, pinoli, basilico, olio, pomodori freschi e ricotta salata. I sapori di questo condimento sono marcati e decisi grazie alla presenza di prodotti sapidi quali il parmigiano e la ricotta salata, prodotto di eccellenza della tradizione meridionale e siciliana in particolare. Essendo una ricetta tradizionale ne esistono innumerevoli varianti: al posto della ricotta stagionata si può utilizzare quella fresca (ma il risultato non è paragonabile né per sapore né per consistenza), in sostituzione dei pinoli si possono impiegare i pistacchi e si possono aggiungere anche dei filetti di acciuga. Questo pesto si può impiegare sia per condire la pasta sia per confezionare delle deliziose bruschette.

Pesto alla Siciliana



ricetta pesto alla siciliana

Pomodori            500 g
Basilico               1 mazzo
Aglio                   2 spicchi
Ricotta salata      100 g
Pinoli                  40 g
Mandorle pelate  40 g
Parmigiano         80 g
Sale 
Pepe
Olio extravergine di oliva   qb

Sbollentate i pomodori incisi in acqua bollente per 2 minuti. Poneteli in una ciotola con acqua fredda

.i_pomodori_messi_a_sgocciolare 

Pelateli e privateli dei semi interni. Lasciateli sgocciolare sopra carta assorbente per qualche minuto.
Tagliate i pomodori a pezzetti e versateli nel mixer.ggiungete il basilico, lavato e asciugato, i pinoli, le mandorle, l'aglio, la ricotta salata e il parmigiano tagliato a pezzi grossolani. Regolate di sale e pepe.

.la_preparazione_del_pesto_siciliano 

Frullate e aggiungete l’olio extravergine di oliva a filo: il pesto deve risultare corposo.

Nota della Cuoca 
Oltre alla pasta e la bruschetta dove assolutamente preparare dei muffin...deliziosi !!!

Alessandra................. Bon Appétit  !!!
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pipdig