Seppie e Piselli

Le seppie sono dei molluschi cefalopodi marini e rientrano nella Famiglia dei Sepiidae, che a sua volta comprende tre Generi differenti di seppie: Metasepia, Sepia e Sepiella.
Sono diffusi in ogni mare ed oceano del globo: si presentano di forma ovale e morfologicamente sono composte da due segmenti distintivi: il corpo e la testa. Il corpo delle seppie è circondato da una pinna lamellare che utilizzano per muoversi in avanti e per cambiare direzione. Presentano una conchiglia interna, detta "l'osso di seppia", i visceri, le gonadi, le uova e il "nero di seppia" il famoso inchiostro utilizzato come meccanismo difensivo.
La testa delle seppie è molto voluminosa ed ospita un cervello di notevoli dimensioni, avvolto da una struttura di tessuto connettivo; l'animale presenta occhi sporgenti con una pupilla molto sviluppata e a forma di W. Intorno alla cavità orale si distribuiscono 10 zampe provviste di ventose, 8 delle quali sono tentacoli mentre 2 fungono da appendici prensili necessarie alla predazione
Le seppie raggiungono dimensioni differenti a seconda dell'habitat che colonizzano ad esempio nel mar Adriatico le più piccole  raggiungono i 25-35cm di lunghezza mentre le seppie dell'oceano Atlantico alcuni esemplari raggiungono i 90-120cm di lunghezza comportando in alcuni  esemplari dell’oceano Atlantico grandezze  superiori del 300-400% rispetto al Mar Mediterraneo.
Si nutrono di granchi, piccoli pesci, gamberetti, vermi acquatici, piccoli polpi e altri molluschi. Vengono generalmente predate da delfini, squali, grandi pesci, foche e altre seppie.
In primavera, si avvicinano alla costa per accoppiarsi e deporre le uova (a grappoli, nere, globose e gelatinose).
Delle seppie nelle gastronomia vengono utilizzati corpo, testa, pinna lamellare, gonadi femminili, uova premature (trasparenti e piccole come dei chicchi di riso) e inchiostro e pertanto è importante sempre determinare la freschezza-conservazione ed il luogo di provenienza per meglio decidere la pietanza da preparare. Il corpo e la testa delle piccole seppie sono perfette per la griglia o al forno mentre il corpo più grande è indicato per la bollitura e pertanto ideale nella preparazione delle insalate ma è ottimo anche fritto. Il nero di seppia è perfetto per preparare la pasta nera e volendo può essere anche congelato oppure usato come perfetto sugo di accompagna ai famosi Spaghetti al nero di seppia.


Seppie e Piselli
seppie e piselliPer 4 persone
    500 gr di piselli freschi sgranati 
    500 gr di Seppie pulite
    1 Cipollotto fresco
    Olio extra vergine di oliva q.b.
    Sale q.b.
    Acqua 1 bicchiere
    4/5 pomodorini pachino
    Vino bianco ½ bicchiere

Pulite le seppie: spellatele, togliete l’osso interno, il becco, la sacca con l’inchiostro quindi sciacquatele per bene sotto l’acqua corrente. Tagliate le seppie a listarelle e lasciate intere le seppie più piccole. In un tegame mette l’olio e il cipollotto tritato. Quando il cipollotto sarà imbiondito unite le seppie, salate e pepate e fate cuocere per pochi minuti.
Aggiungete il vino bianco e fate evaporare. Evaporato il vino aggiungete i pomodorini pachino tagliati a metà e i piselli. Se necessità aggiungete un mestolo d’acqua. Fate cuocere per altri 15 minuti.
A cottura ultimata aggiustate di sale e pepe. A piacere aggiungere prezzemolo tritato.
seppie e piselli


Nota della Cuoca
“Piatto tipico della tradizione culinaria Romana il piatto può essere realizzato anche in bianco senza aggiunta di pomodoro”


Alessandra.............Bon Appétit !!!
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Moscardini in umido

Il moscardino Eledone moschata Lamarck, è un mollusco cefalopode appartenente alla famiglia Octopodidae assomigliano al polpo ma si differenziano per dimensioni più piccole, in media intorno ai 20 cm con rari esemplari che raggiungono i 70 cm, testa dalla conformazione ovale, occhi più sporgenti, tentacoli provvisti di una sola fila di ventose e più lunghi. Gli esemplari più grossi si trovano nei pressi del Mar Egeo mentre la maggior densità di popolazione è localizzata nell'Adriatico settentrionale.
I moscardini sono color grigio-bruno con macchie nere con poca capacità di mimetismo rispetto al polpo e risultano quindi più facili da avvistare: vivono su fondali sabbiosi o misto - rocciosi e fangosi e si nutrono di granchi, gamberi, scampi, sardine, triglie, molluschi bivalvi, seppie, calamari e lumache di mare.
Si riproducono tra il tardo autunno e la primavera, quando transitano in prossimità del litorale costiero e vengono catturati con più facilità.
 Il moscardino può essere cucinato in diversi modi; quelli più piccoli sono ottimi fritti, mentre gli esemplari più grossi rappresentano un ingrediente importante per zuppe rosse e stufati misti di pesce e si presta molto bene anche nelle insalate fredde di mare. I sughi di accompagnamento a base di moscardini sono ottimi sia per la pasta che per la polenta.

Moscardini in umido

Moscardini in umido



per 4 persone

800 gr m moscardini piccoli
2 spicchi d’aglio
Olio extra vergine di oliva q.b.
1 bicchiere di vino bianco
300 gr di passata di pomodoro
Sale
Pepe
Pizzico di zucchero
Peperoncino q.b.


Pulite i moscardini o fatevi pulire dal pescivendolo.
Scaldate l’olio in una casseruola a fuoco moderato e fatevi soffriggere per un minuto gli spicchi di aglio.
Versate i moscardini nella casseruola e lasciateli cuocere per 5 minuti, a fuoco vivace, mescolando spesso per non farli attaccare.
Bagnate con il vino, salate leggermente e cuocete per altri 10 minuti, finché il liquido sarà del tutto evaporato.
Aggiungete la salsa di pomodoro ai moscardini. Salate, pepate aggiungete il pizzico di zucchero e   fate cuocere per altri 20 minuti circa a fiamma moderata
Poco prima di spegnere, regolate eventualmente di sale ed aggiungete un pizzico di peperoncino.
Servire caldi accompagnati da bruschetta.
moscardini in umido di Alessandra Ruggeri

Nota dell cuoca
“Diventa un piatto unico se il sugo accompagna la polenta “

Alessandra............Bon Appétit !!!
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